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Tele2: lo sfidante del monopolio telco
Il punto sulla concorrenza nelle telecomunicazioni europee_Osservatorio connessioni_Internet: tutte le notizieGli stati membri dell’Unione europea (Ue) hanno ritardato l’introduzione del nuovo quadro normativo comune per le comunicazioni elettroniche creando una situazione legislativa poco chiara che è sfruttata dagli ex monopolisti per mantenere e aumentare le loro quote di mercato. Queste sono le conclusione principali cui giunge il terzo report sul settore della telefonia presentato dall’operatore alternativo Tele2.
Lo studio, intitolato “The monopoly challenger (lo sfidante del monopolio) - come implementare il quadro regolamentare delle comunicazioni elettroniche”, riassume quanto Tele2 ha rilevato in termini di progressi ed effetti delle nuove regolamentazioni introdotte nei 24 paesi in cui opera.
Connessi & connessi
Le nuove regole Ue sulle comunicazioni elettroniche (direttiva quadro 21 del 2002) sono entrate in vigore in tutti gli stati membri già nel luglio del 2003. La normativa affidava alle authority nazionali per le telecomunicazioni il compito di individuare i segmenti rilevanti nel mercato della telefonia, verificare se vi fosse effettiva concorrenza e, in caso di esito negativo, stabilire le misure necessarie per eliminare gli abusi di posizione dominante.
Ancora oggi, si legge tuttavia nello studio, la situazione non è soddisfacente: “I segnali del mercato indicano che gli ex monopolisti continuano ad abusare della loro posizione dominante, mantenendo elevati i prezzi per gli utenti residenziali e aziendali europei”.
L’effetto della mancata o parziale implementazione della direttiva è che le authority nazionali non hanno ancora i poteri per colpire gli abusi degli ex monopolisti. Per quanto riguarda l’Italia, l’authority locale “ha promosso 18 analisi di mercato, ma al momento non si sa quando saranno portate a termine.
A causa della fase di transizione in atto e delle lente procedure, l’authority italiana ha lasciato immutati per diversi anni gli obblighi imposti all’ex monopolista, con la conseguenza che queste misure risultano inadeguate all’attuale situazione di mercato”.
A detta di Jan Tjernell, responsabile europeo per gli affari regolamentari di Tele2, “gli utenti residenziali e aziendali europei potrebbero risparmiare 2 miliardi e mezzo di euro, se solo il mercato della telefonia fissa si aprisse a un regime di piena ed equa concorrenza”.
Secondo la ricerca, molti dei problemi del mercato delle telecomunicazioni sono dovuti al fatto che “gli ex monopolisti sono ancora i proprietari delle reti di accesso alla telefonia fissa” e “trovano spesso nuove ragioni procedurali, legali e tecniche per rallentare l’apertura dei diversi segmenti di mercato, in particolare per quello della telefonia fissa e dell’Adsl“. Tra l’altro, viene evidenziata “la necessità di armonizzare le attività di controllo sui prezzi e i modelli di rilevamento dei costi attualmente usati dagli stati membri dell’Unione europea”.
Secondo lo studio, che formula dieci proposte per rafforzare la concorrenza sul panorama europeo, gli ex monopolisti devono essere obbligati a predisporre un’offerta all’ingrosso di linee agli operatori alternativi. Inoltre, le authority dovrebbero garantire agli operatori alternativi l’accesso all’Adsl a condizioni non discriminanti e praticabili dal punto di vista commerciale.
Tele2 chiede alla Commissione europea di esercitare una pressione costante sugli stati membri “in modo che svolgano le necessarie analisi dei mercati e mettano in atto i conseguenti rimedi”. Le istituzioni, infine, dovrebbero studiare la possibilità di separare le reti di telefonia fissa dagli ex monopolisti, che attualmente ne sono proprietari e le gestiscono. Lo studio completo con le dieci proposte avanzate da Tele2 è disponibile sul sito della società.





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