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Musica a bassa risoluzione

Scritto da Alessandro Ludovico

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Computer di vent’anni fa (come i Commodore e gli Atari) sono i ferri del mestiere di una vasta comunità di compositori, che si riconosce sotto l’etichetta di ‘8bit music‘ e compone ragguardevoli quantità di brani usando queste antiquate tecnologie.

In diretta dalla Rete È molto vasta la comunità di appassionati che si raduna intorno al recupero e riuso di queste vecchie apparecchiature, spesso modificandole per sfruttare fino all’osso le loro pioneristiche e peculiari caratteristiche tecniche. In tal senso una delle ‘cannibalizzazioni più efferate di un home computer per fini musicali è MIDIbox SID, in cui un Commodore 64 della prima serie è stato trasformato in un vero e proprio sintetizzatore indipendente con tanto d’interfaccia MIDI, capace di sfruttare il il famoso SID 6581 un chip sonoro dotato di suoni riconoscibili anche a tanti anni di distanza. Un’altra caratteristica di queste macchine era l’essere dotate di primordiali memorie di massa, ossia registratori a cassette.

A riciclare pochi dei tantissimi nastri contenenti software venduti durante gli anni ottanta è l’installazione GIGO (Garbage In Garbage Out), in cui 6 registratori a cassette fanno ‘suonare’ altrettanti vecchi nastri contenenti videogame in voga.
I dati dell’epoca sono interpretati da un computer per dirigere altrettanti software di musica generativa, determinandone i processi di creazione delle melodie. Quando i nastri arrivano alla fine sullo schermo comincia a lampeggiare un cubitale ‘NO DATA’, il che spinge i visitatori a inserire rapidamente una nuova cassetta, continuando all’infinito questo virtuoso processo di generazione indotta.

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