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I super-hacker dello Zio Sam

Scritto da Nicola D'Agostino

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Joint Functional Component Command for Network Warfare è un’unità con il compito di difendere l’infrastruttura informatica del Dipartimento della Difesa ma anche di portare attacchi ai network nemici_Sicurezza?Internet: tutte le notizie
Che la difesa delle reti informatiche statunitensi fosse una priorità con addetti e risorse ingenti non è un segreto ma sinora pochissimi dettagli erano trapelati ufficialmente. Una recente interrogazione del Senato americano allo Stratcom, il comando strategico delle forze armate Usa, , ha però avuto il risultato collaterale di rivelare al pubblico l’esistenza di un’unità chiamata Joint Functional Component Command for Network Warfare, o in breve Jfccnw
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Difendetevi! Si tratterebbe di un team di “super hacker” a cui compete sia la difesa delle reti del Dipartimento della Difesa che i cosiddetti Cna, Computer Network Attack: le (cyber)missioni di attacco informatico (e non solo) alle reti nemiche.

I dati ufficiali si fermano qui ma fonti esterne al governo rivelano alcuni dati interessanti.
Secondo un esperto di guerra tecnologica l’unità di super hacker sarebbe un mix di varie branche e settori, essendo composta da personale proveniente dalla Cia, dall’Nsa (National Security Agency), dall’Fbi, dalle varie divisioni militari , da civili e persino da alcuni rappresentanti di paesi alleati.

Le iniziative organizzate di disturbo tecnologico risalirebbero alla metà degli anni ‘90 e alle operazioni della Nato in Serbia anche se il terreno per la formazione del Jfccnw sarebbe stato preparato tre anni fa, nell’estate del 2002.

In questa data il presidente Bush emanò una direttiva presidenziale, la n. 16, che imponeva all’amministrazione di stilare delle direttive per “cyber attacchi” contro i nemici.
Lo stesso anno un generale dell’Aeronautica dichiarò che veniva dedicato “più tempo in faccende di attacco che alla difesa delle reti di computer a causa dell’interesse di molte persone nelle alte sfere”. Dan Verton, un tempo membro dell’Intelligence della Marina e oggi autore di un libro sulle possibili minacce del terrorismo e del vandalismo on line, sottolinea invece come il Dipartimento della Difesa parli spesso dei milioni di dollari che investe nella difesa dei suoi network e dei tentativi di attacco subiti (quasi 75 mila nello scorso anno) ma non abbia mai ammesso di aver lanciato alcun attacco informatico.

Ciò nonostante, secondo Verton, le capacità dell’unita di hacker a stelle e strisce sarebbero notevoli e includono la compromissione di reti nemiche, l’intrusione, il furto o la manipolazione di dati elettronici e non esscludono l’impiego di worm e malware per disabilitare sistemi di comunicazione e di puntamento avversari.

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