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Campioni dietro l’obiettivo

Scritto da Isabella Colombo

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Le foto amatoriali scattate da famosi calciatori che militano nei vari campionati europei saranno in mostra a Milano e poi in giro per l’Europa. Per vedere “The other side of football”Photogallery
Ginocchio infortunato con ghiaccio”, “Particolare di braccio con peli e tatuaggio”, “Panoramica di scarpette al chiodo”. Suonano strani ma sono proprio titoli di opere. Inedite, a partire dai loro autori. Nell’ordine: Ivan Pelizzoli, Gennaro Gattuso, Ruud van Nistelrooy. E altri novantasette altri protagonisti del calcio europeo che hanno unito le loro forze (e la loro fantasia) per lanciare “The Other Side of Football”. L‘altra faccia del calcio, appunto, quella senza stadio e senza tifosi, senza schedine e senza clamore. Quella degli spogliatoi e di quei pochi momenti che le star del calcio non passano sotto i riflettori. Quei momenti che solo il flash della loro stessa macchina fotografica ha colto.

>Mondo fotografia L’iniziativa è di Croce Rossa e Canon che hanno voluto organizzare una mostra di queste originali immagini per raccogliere fondi a favore dell’infanzia in difficoltà.
La mostra sarà inaugurata a Milano il 18 maggio e aperta al pubblico dal 19 al 31 maggio presso la Galleria San Carlo di Via Manzoni 46, dal lunedì al sabato, dalle 9.30 alle 19 (l’ingresso è libero). GLISCATTIPIUFAMOSI
L’esposizione, che propone cento immagini scattate dai più famosi giocatori che militano nei vari campionati europei, racconta lo sport così come lo vede chi lo vive in prima persona. Cioè “dall’altra parte”. Tra gli “scatti” italiani più famosi ci sono quelli quelli di Ferreira Emerson, Gennaro Gattuso, Zlatan Ibrahimovic, Paolo Maldini, Pavel Nedved, Alessandro Nesta, Ivan Pelizzoli, Simone Perrotta, Andriy Shevchenko, Lilian Thuram, Damiano Tommasi, Francesco Totti e Gianfranco Zola. E tra gli stranieri più famosi, Tierry Henry, Wayne Rooney e Ruud van Nistelrooy.

“L’IMPORTANZA DELLO SPOGLIATOIO
La mostra si sposterà poi anche a Londra, Parigi, Stoccolma, Mosca, Amsterdam, Bruxelles, Copenaghen e Oslo in coincidenza con la Champions League. E vuole essere un modo, oltre che per raccogliere fondi a favore della Croce Rossa, per raccontare il mondo del calcio in maniera nuova e inedita.
Ogni foto rivela sempre, nella scelta del soggetto e del momento, la sensibilità di chi l’ha scattata e anche nel caso dei calciatori-fotografi è possibile riconoscere lo spirito di chi, una volta tanto, ha puntato lui l’obiettivo anziché mettersi in posa. Come Pavel Nedved che nella foto intitolata “La mia casa” ha ritratto il suo “altarino” di premi con il pallone d’oro 2003 in primo piano o Simone Perrotta che ha titolato il ritratto di un mucchio di scarpe, tute e palloni, “L’importanza dello spogliatoio”.
Ma c’è anche chi guarda fuori dal campo: come Lilian Thuram che ha proposto la foto di un messaggio “La fame è la prima arma di distruzione di massa” e Francesco Totti che ha dipinto la sua malinconia di fronte alle “Bandiere a mezz’asta per la morte del Papa”. E sì, i calciatori non sono solo goal e barzellette.

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