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Intel: Pentium D e le funzioni Drm (quasi) segrete

Scritto da Guido Sintoni

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Il nuovo processore supporta la gestione dei contenuti protetti da licenza, ma l’azienda non fa troppa pubblicità alla notizia_Osservatorio connessioni_Internet: tutte le notizie_Tutti i notebook
Lanciata da pochi giorni, la nuova Cpu dual core di casa Intel (chiamata Pentium D e coadiuvata dallo specifico chipset Intel 945) è già al centro di dubbi e polemiche.
Il processore è infatti decisamente orientato alle tecnologie Drm (Digital rights management), e permette - sulla carta - di impedire la riproduzione, copia e distribuzione di materiali protetti da copyright indipendentemente dal sistema operativo. Si può dire, per l’utenza domestica, che ogni riferimento - e timore - per quanto scaricato dai sistemi di file sharing non è puramente casuale.
Non è cosa nuova nel mondo dell’informatica, ma è qualcosa che ha sempre trovato forte resistenza da parte degli utenti. La stessa Intel - che continua a non dare dettagli sull’effettiva portata delle funzioni Drm di Pentium D in nome della sicurezza, il che confligge non poco con il suo attivismo in tema di open source - aveva sollevato un vespaio anni addietro con la vicenda legata al numero di serie delle Cpu Pentium III, e Microsoft ha abbandonato (almeno sulla carta) il progetto Palladium per evidenti motivi di privacy.


Connessi & connessi In tema di controllo remoto (già, il Grande Fratello in versione aziendale) Intel punta sulla tecnologia Active management: un vero e proprio mini-sistema operativo con poche funzioni mirate (in genere legate all’amministrazione delle macchine) che affianca qualsiasi sistema operativo di alto livello installato sulla macchina. Una soluzione, questa, che già altri vendor hanno realizzato: per esempio, Sun Microsystems con il proprio Lom, che funziona in maniera molto simile.
L’unico commento di Intel al riguardo è laconico: “Il chipset 945g supporta Drm, aiuta a implementare gli standard Drm definiti da Microsoft, ma non solo”. Microsoft, dal proprio canto, non ha rilasciato commenti.
Sembra quindi che la Cpu potrebbe tranquillamente supportare le esigenze delle major discografiche e gli interessi in materia di Microsoft e di altri vendor, ma nulla è ancora definito. L’ipotesi-Grande Fratello c’è, ma è ancora da realizzare (e parrebbe subordinata ad altre finalità). Almeno si spera.

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