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Wi-Fi cafè, la retromarcia americana

Scritto da Roberto Carminati

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I coffee shop senza fili si attivano contro lo zombie effect_Tutto sul WiMax_Osservatorio connessioni_SONDAGGIO. Quale operatore hai scelto?
Il caso sin qui più clamoroso e dibattuto è stato quello di Victrola, caffetteria chic di Seattle da sempre in prima linea nell’offerta di navigazione senza fili alla propria clientela. In realtà, tuttavia, è una porzione piuttosto significativa dei locali pubblici statunitensi abilitati al Wi-Fi a chiedersi oggi se il gioco valga la candela o se piuttosto la smania della Rete au lait non abbia modificato in peggio le abitudini degli avventori, incidendo altresì in negativo sui bilanci d’esercizio.
La connettività wireless è in genere garantita gratuitamente, come una delle tante commodity messe a disposizione del pubblico: il latte e lo zucchero per le bevande calde, l’oliva per il Martini, le toilette, i tavoli e le sedie. All’apparenza nessuno pare voler mettere in discussione la gratuità della proposta; più d’uno sembra invece intenzionato a ridefinirla smussandone gli aspetti più dubbi.

La Rete: con o senza fili I portavoce del citato Victrola, che ha recentemente deciso di interrompere le connessioni almeno nei weekend, hanno per esempio sottolineato come il sabato e la domenica le loro sale fossero sì piene, ma soprattutto di professionisti pronti a cogliere al volo l’occasione per collegarsi a babbo morto consumando la miseria di un caffè o, nella peggiore delle ipotesi, senza acquistare alcunché.
Al di là dei problemi di cassa, i gestori dei pub Wi-Fi targati Usa si interrogano sul cosiddetto “zombie effect”, cioè il (prevedibile) estraniamento degli Internet-dipendenti, anche in situazioni eminentemente sociali come, appunto, la frequentazione di un bar: si possono sopportare i trend negativi del bilancio, non però un’intera giornata alla mercé di una clientela muta, sorda, equipaggiata di laptop e perciò ticchettante.
A quanto pare, la svolta di Victrola ha dato immediatamente i suoi frutti, convincendo appieno gestori e barman: “Il nostro Wi-Fi - ha detto la responsabile Jen Strongin - non era mai stato pubblicizzato e la nostra idea non era certo quella di diventare un Internet-cafè. Non vogliamo obbligare i clienti a fare conversazione, ma senza dubbio nei fine settimana il locale è più vivace, meno simile a una biblioteca”.

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