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Pedofilia sul web: da Italia via a inchiesta Ue, 150 indagati
ROMA (Reuters) - Un’operazione anti-pedofilia partita dall’Italia e che si è svolta più o meno contemporaneamente in altri 12 Paesi europei si è conclusa con la denuncia di circa 150 persone, accusate di far parte di una rete che diffondeva materiale pedopornografico via Internet.
Lo annunciano i Carabinieri del Comando provinciale di Roma in un comunicato stampa.
“Si è da poco conclusa un’operazione di contrasto alla pornografia minorile via Internet, frutto della cooperazione tra l’Arma dei Carabinieri e l’Europol”, è scritto nel comunicato dedicato all’operazione “Icebreaker”, rompighiaccio.
L’indagine, dicono i carabinieri, è partita dall’Italia circa un anno fa, “dopo l’individuazione e il sequestro di un sito italiano che, adottando sofisticate tecniche di camuffamento, distribuiva immagini pornografiche di bambine”.
La successiva inchiesta della Sezione criminalità informatica dei Carabinieri di Roma ha convinto gli investigatori che il gestore del sito facesse parte di “una più vasta rete internazionale di pedofili che avevano creato una comunità virtuale sulla rete Internet”.
Per i militari si tratta della “più imponente operazione anti-pedofilia mai coordinata da Europol”, e per la prima volta l’Italia ha guidato un progetto di cooperazione europea di polizia nel settore della pedofilia.
Secondo la polizia tedesca, che ha sequestrato video e computer a cinque persone indagate, l’operazione Icebreaker ha riguardato anche Germania, Francia, Gran Bretagna, Austria e Paesi Bassi.
In Austria, la polizia ha annunciato di aver perquisito le abitazioni di sette indagati.
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