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Tim Maxxi: la pubblicità è ingannevole
Sondaggio. Quanti Sms invii?CELLULARILa pubblicità è ingannevole, illude con messaggi ambigui e fuorvianti: gli operatori di telefonia mobile italiani hanno subito più volte questa condanna da parte delle autorità e l’ultima in ordine di tempo è Tim, con la sua Maxxi Ricarica. Il 20 giugno il Giurì di Iap (Istituto dell’autodisciplina pubblicitaria) ha definito la sua pubblicità ingannevole e ha ordinato che fosse sospesa.
Lo spot incriminato è “Maxxi ricarica, ricarichi 30 euro e parli 120 euro”. Secondo Tre, che ha segnalato il caso al Giurì, l’utente viene così indotto a credere che 30 euro di ricarica permettano di ottenere una somma di traffico quattro volte superiore. In realtà, è un bonus che ha certi limiti, esposti in fretta e in caratteri piccoli in basso in sovrimpressione durante la pubblicità: la ricarica da 30 euro dà diritto a 15 euro di traffico verso tutti da consumarsi senza limiti di tempo, più 20 euro di traffico verso Tim da consumarsi entro 30 giorni, più 85 euro di traffico verso fissi da consumarsi entro 30 giorni.
Connessi & connessi
Pubblicità ingannevole, quindi; ma non è una novità nel mondo della telefonia mobile italiana, come mostrano le decisioni prese in materia da parte dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato.
Non scampa nessun operatore: per esempio a febbraio è risultata ingannevole la pubblicità di Wind-Premio fedeltà 30 euro; a marzo quella di Tre sul videofonino Nec E616v e abbonamento Tuaexecutive.
A febbraio 2005 anche la pubblicità della precedente Summer card di Vodafone è risultata ingannevole. L’invito è naturalmente a stare bene attenti allo spot, anche perché le eventuali condanne arrivano sempre mesi dopo, quando le promozioni sono ormai un ricordo.





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