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Wiki, la collaborazione virtuosa e aperta su Internet entra nel salotto buono

Scritto da Francesco Bucchieri

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Sondaggio. Quale media usi di più?INTERNET
Collaborazione (quasi) senza limiti fra persone che non si conoscono e che interagiscono, legate dalle maglie della grande Rete.
Questa una delle carattersitiche fondamentali di Internet: un universo di connessioni e interazioni aperte tra il maggior numero di nodi possibile. Uno degli esempi di maggiore successo di questa idea è Wikipedia .
Enciclopedia “libera e multilingue” della quale i lettori possono essere anche autori, correttori e, persino, distruttori.
In diretta dalla Rete
Wikipedia raccoglie già 1 milione e mezzo di voci in 76 lingue. E’ affidabile, ha valore scientifico scientifico? Qualche volta si, qualche volta no. Un redattore della compassata Enciclopedia Britannica tempo fa paragonò Wikipedia a una latrina pubblica: “Non sai mai chi è stato l’ultimo ad usarla”. Del resto ognuno può farsi un’idea personale navigando tra le voci.

» Per saperne di più: Wiki su MyTech
» Wikipedia in italiano si trova qui
» L’edizione più ricca è quella in inglese e si trova qui Risolvere i problemi via Wiki
Valutazioni sulla bontà dell’enciclopedia open source a parte, è la prima parte del nome, “Wiki” a nascondere un concetto interessante e sempre più d’attualità.
Bastano poche linee di codice (Wiki) per costuire un sito in cui gli utenti possono essere semplici lettori ma anche api operaie di una struttura in continuo divenire. Nelle aziende avanzate della Sylicon Valley ricorrere alla strategia del Wiki è ormai prassi quotidiana. C’è un problema? Si lancia il Wiki, così se c’è qualcuno che ha qualcosa da dire può farlo sulle pagine del sito: suggerimenti, correzioni sui suggerimenti e così via fino alla soluzione del problema. Spesso i capi neppure sanno della presenza del Wiki e, se la cosa viene risolta in fretta, neppure dell’esistenza di un problema. In questo modo si superano le distanze, anche trasoceaniche, le assenze per ferie, i tempi morti spesi per riportare a Tizio quello che ha detto Caio.

Alla base del successo del Wiki c’è qualcosa di molto profondo, un cambiamento culturale che spesso non viene compreso a fondo. Oggi, se non so come risolvere un problema di ingegneria idraulica posso ancora rivolgermi a un professore del Politecnico che senz’altro mi aiuterà a venirne a capo. Ma se invece sono alle prese, ad esempio, con il posizionamento sui motori di ricerca del mio sito aziendale - se devo perciò “combattere” con algoritmi matematici complessi, segreti e in costante divenire - una visita al Politenico sarà quasi certamente una perdita di tempo.

» La definizione del concetto di wiki secondo Wikipedia

Un futuro alla Matrix
C’è un mondo complesso e nascosto (per tutti coloro che non ci sono dentro) che non riconosce più professori e “esperti”. L’esperto è colui che questa serà riuscirà a risolvere il mio problema. Forse vive nel Montana, oppure a Nuova Dehli, non l’ho mai visto né mai lo vedrò, ma - grazie a un Wiki oppure a un Forum - si materializza e diventa il mio salvatore.

Il successo di Linux o di Firefox [browser web superstar, libero e aperto, che sfida Microsoft Internet Explorer: » Per saperne di più e, più in generale delle operazioni “open source” sta tutto qui: un enorme numero di programmatori, di esperti di piccoli e piccolissimi settori, di volenterosi con il cervello fino che si uniscono , grazie alla Rete, per limare, aggiungere, testare e infine distribuire gratuitamente a tutti.
Non c’è solo il discorso del gratis o della rivolta anarchica nei confronti delle multinazionali dietro il successo dell’open source. Il primo fattore, quello che traina tutto il sistema, è la volontà di andare oltre a quello che c’è in commercio, di personalizzare.

Firefox non macina record nei dowload perché è “alternativo”. Semplicemente è più veloce, più affidabile, più pratico di Explorer. Se si facesse un test tra un gruppo di volontari che non hanno mai usato un browser Firefox prevarrebbe certamente. L’intelligenza della massa
“Grandi gruppi di persone che collaborano sono per forza di cose più intelligenti delle piccole elite” è la tesi che sostiene James Surowieki, collaboratore del New Yorker, nel suo bestseller “Wisdom of Crowds”.

Un concetto questo che solletica oggi molte aziende importanti. E c’è chi - ad esempio Kodak e Nokia - si affida a società quali SocialText, con sede nella Silicon Valley - per farsi spiegare tutto sulla tecnica del Wiki. Se la mail è stata una trasformazione epocale nel modo di lavorare, il Wiki potrebbe rappresnetare un clamoroso passo avanti ulteriore: ciò che si legge è la verisone più aggiornata, li interventi del singolo sono davanti agli occhi di tutti in tempo reale. E tutto ciò aiuta a risparmiare un sacco di tempo e a evitare molte incomprensioni.

Onore dunque al programmatore Ward Cunningham, da Huntsville, Alabama, creatore del Wiki Wiki Web nel “lontano” ‘95, al ritorno dalla luna di miele alle isole Hawaii. “Wiki wiki” in hawaiano vuol dire “veloce”. Detto fatto. Osservando i voluminosi manuali - noiosi e spesso inaccessibili - a corredo dei software e di un po’ tutti i prodotti tecnologici Cunningham pensò ciò che per la verità avevano già immaginato in tanti: se si riuscisse a mettere insieme con poche ma chiare regole le esperienze dirette di tutti gli utenti di un singolo prodotto si potrebbe davvero realizzare un manuale completo e utile a tutti.

“L’autore del manuale, anche il più esperto, non può avere sotto gli occhi ogni cosa. Aiutiamolo con l’esperienza!” sentenziò Cunningham lanciando poi la moda del Wiki e un tentativo, mal riuscito, di enciclopedia open source, Nupedia.

A riprovarci fu Jimmy Wales, fondatore di Wikipedia che, a 4 anni dal lancio conta 16 mila collaboratori e un migliaio di redattori del cosidetto “core team”. Tutti volontari, naturalmente. La fondazione Wikimedia, proprietaria del progetto, stipendia un solo impiegato, che si occupa dei server. L’impresa sopravvive grazie alle donazioni.

Le sole voci in lingua inglese sono oggi 500 mila, contro le 65 mila dell’Enciclopedia Britannica. Ma è corretto fare un paragone tra le due?
“Direi proprio di no - afferma Larry Sanger, ex capo redattore di Wikipedia, ora insegnante nell’Ohio - Il libero accesso alle voci, la fretta di intervenire mettono spesso in secondo piano la conoscenza reale delle cose. Resto un fan sfegatato di Wikipedia ma impedisco ai miei studenti di utilizzarla per le loro ricerche“.

C’è chi si scaglia contro gli idioti, i vandali, gli imbrattatori del progetto. Sono pochi ma ci sono. Una ricerca dell’Mit di Boston dimostra però che, mediamente, un’oscenità non rimane su Wikipedia per più di 1 minuto e mezzo, grazie al pronto intervento censorio di uno dei volontari sparsi per il mondo.

A prescindere dal giudizio che ciascuno dà del progetto Wikipedia la moda del Wiki ha ormai preso piede e scalzarla dalla vita quotidiana delle comunità open source e delle multinazionali tecnologicamente avanzate è impossibile.

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