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Google, la corazzata punta all’en-plein

Scritto da Guido Sintoni

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Dialogo semiserio con il guru, fra scenari realistici e verità di fede
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Google? Se fosse una squadra di calcio, sarebbe l’Inter”. Parola di un serio (e serioso) guru dell’open source italico, peraltro di comprovata fede milanista. Chiacchiere da Bar dello Sport o c’è un fondo di verità in tutto questo? La parola al guru.
Campagna acquisti importante: Kai-Fu Lee di Microsoft e Vint Cerf, pagati a peso d’oro e in controtendenza con le attuali mosse di mercato. La (vaga) somiglianza c’è.
“Internet e il Web? Poco reali, è vero: ma anche qui ci sono le amichevoli estive in cui è facile fare bella figura (magari con caselle di posta da qualche gigabyte o un Wi-Fi per ora geograficamente limitato), la Coppa nazionale e internazionale (gli strumenti di ricerca e l’offerta relativa; la pubblicità mirata sulla base degli elementi cercati dall’utente specifico) e il campionato. Difficile vincere, ma è lecito sognare con una guida tecnica attenta (i guru) e giocatori di primo piano (gli sviluppatori: dato il tema calcistico, Ajax è un ottimo biglietto da visita al riguardo)”.

In diretta dalla rete
Manca un Presidente petroliere, è vero: ma a Mountain View i mezzi finanziari sono notevoli come di via Durini, a Milano. “Non vengono spesi solo nella campagna acquisti, ma anche per potenziare il vivaio: pare che gli investimenti tecnologici per il 2004 abbiano passato quota sette miliardi. Di dollari, non di lire” continua il guru.
Divide et impera, dicevano i latini. Più uomo che zona, aggiungerebbe il Trap nazionale. Più interessi che mai, conclude salomonicamente Google, ormai si interessata al wireless (con Google Secure Access), alle infrastrutture di rete, applicazioni e comunicazioni a vario titolo (dal messenger al VoIP?), crescendo dove gli ex compagni d’avventura hanno fallito. O meglio, sono falliti: per esempio Excite, che nel 2001 ha dichiarato bancarotta. “Ecco, se Excite fosse stata una squadra - conclude il guru - avrebbe giocato con il giglio sulla maglia”. Con una sottile differenza: la storia della squadra gigliata si è conclusa con il lieto fine; quella di Excite con una ridda di procedimenti giudiziari.

Il target dello squadrone? Vincere. A ogni costo e contro avversari qualificati. Quali Microsoft: il colosso che attualmente, per molti “è” Internet. Oracle e Sun ci hanno già provato, ma senza raggiungere il bersaglio pieno. Google lancia la sfida: potrebbe anche vincerla e dare scacco matto al Re di Redmond (un Real Madrid di fine anni ‘50?) giocando su più fronti.
E poco male che in quel a Redmond il Moggi di turno si chiami Steve Ballmer: a via Durini, Mountain View, California, l’alternativa è già pronta.

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