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L’Italia si converte all’Adsl 2 Plus
Nei prossimi mesi toccherà a Telecom Italia, che appare in ritardo sul cammino di questa evoluzione dell’Adsl.
Insomma, sembra che ormai il dado dell’Adsl 2 Plus sia tratto, in Italia. Mc-link e Wind raggiungono così Tiscali quanto a banda di picco delle Adsl offerte: ora tutti e tre ne hanno una a 12/1 Mbps.
Migliora l’Adsl italiana, quindi.
È possibile adesso comprare un’Adsl a 12 Mbps, a prezzi che fino a due anni fa non bastavano per un’Adsl a 640/256 Kbps.
Wind e Tiscali chiedono infatti 34,95 euro al mese per la 12/1 Mbps. L’offerta di MC-link per utenti residenziali arriva invece a 6/0,256 Mbps e costa 29,95 euro al mese per il primo anno; poi il canone sale a 38,4 euro al mese. A differenza delle offerte dei concorrenti, ha però banda garantita (96 Kbps), include un dominio e un’e-mail senza limiti di capienza.
Per prima cosa, le offerte attuali seguono in realtà gli standard dell’Adsl 2 (fino a 12 Mbps), anche se sono basate su Dslam compatibili con Adsl 2 Plus (fino a 24 Mbps).
Insomma, il passaggio è ancora a metà. Secondo, soltanto poche aree sono raggiunte dalle nuove offerte degli operatori cosiddette “Adsl 2 Plus” (da 6 Mbps in su).
Wind dice di coprire così “le principali città d’Italia”; Unidata e MC-link raggiungono solo Roma. Tiscali copre circa il 40 per cento di coloro che possono avere l’Adsl di Telecom Italia.
Terzo problema: non tutti gli utenti che sono in teoria coperti da Adsl 2 Plus possono raggiungere quelle velocità, perché una certa percentuale di doppini italiani è sfortunata; per motivi tecnici (usura, eccessiva distanza dalla centrale), può attestare la portante Adsl solo a velocità inferiori a quelle reclamizzate: dai 4 Mbps in giù, fino addirittura a un limite di 640/256 Kbps.





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