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Pubblicità on line in cerca di nuovi modelli. Oltre il pay-per-clic

Scritto da Martina Zavagno

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La pubblicità on line è sempre alla ricerca di nuove soluzioni più efficaci e, dunque più redditizie ma, anche, di un modello in grado di contrastare o quanto meno, limitare, il dominio instaurato da Google nel pay-per-clic. >In Rete e oltre

In due parole, il pay-per-clic si basa sull’idea che un inserzionista paga per una pubblicità non calcolando il numero di volte in cui questa è visualizzata ma in base al numero di clic che essa riceve.

È un modello che quest’anno sarà in grado di generare un business di quasi cinque miliardi di dollari solo negli Stati Uniti.

Facile dunque capire perché siano in tanti a volersi spartire la ricca torta che, per il momento spetta quasi tutta a Google e, solo in parte, allo storico rivale Overture (di proprietà di Yahoo!).

Contrastare questo duopolio che si rafforza giorno dopo giorno è tutt’altro che facile, ed anche per un gigante come Msn la strategia migliore sembra essere non quella della battaglia ma, piuttosto, della ricerca di proposte alternative, anche perché il pay-per-clic, con il problema dei clic fraudolenti, è tutt’altro che perfetto.

Ecco dunque nascere o, meglio, rinascere, il modello “pay-per-sale”, in cui l’inserzionista paga non per il numero di clic, ma per il numero di vendite che quel clic è in grado di generare.

L’altro modello emergente, destinato a crescere rapidamente ora che eBay ha comprato Skype, è quello del “pay-per-call”, in cui vicino all’inserzione c’è un link che permette al visitatore di “telefonare” direttamente al sito pubblicizzato.

In alcuni Paesi eBay ha già integrato Skype nel proprio sistema, e anche la “triade” Google, Msn, Yahoo! ha già annunciato che, a breve, debutterà nel pay-per-call.

Sebbene sulla carta molto interessante, il modello pay-per-call è ancora tutto da testare, soprattutto perché richiede all’inserzionista di possedere alle proprie spalle una struttura, ovvero un servizio di customer care, in grado di gestire le telefonate in arrivo. Insomma, almeno per il momento, il pay-per-call è molti ma non per tutti, e già questo lo pone in una posizione di secondo piano rispetto al pay-per-clic.

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