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Google Base adesso funziona. Vediamo chi lo usa meglio
Google Base. Adesso che finalmente funziona, finiscono le supposizioni e si tratta di stare a guardare a cosa possa servire veramente Google Base, come sembra anche suggerire il blog ufficiale di Google.
Ora questa evoluzione è tutta nelle mani del fantasioso popolo della rete.Insomma, visto che funzionano gli strumenti/piattaforme sul web (sul web 2.0, scusate), questo sembra avere alcune caratteristiche per attirare l’intelligenza collettiva di Internet e portarla, guarda a caso, a usare ancora di più i server di Google. >Internet in diretta
Chi vuole fare un giro su Google Base (basta avere un account Google, per esempio quello di Gmail) troverà un’interfaccia piuttosto semplice con alcune possibilità di assegnare attributi a ciascun contenuto inserito nel database. A partire dalla tipologia: Google ne propone alcune, “popolari” (News and articles, people profiles, recipes, jobs…) ma l’utente può inventarsi le categorie che vuole, a piacere.
Poi, una volta fatta questa scelta, si passa a scegliere gli attributi; anche in questo caso, il sistema ne propone alcuni adatti al tipo di categoria scelta in precedenza (per esempio, se si è scelta la categoria “ricette”, ci si troverà pronte, “ingrediente principale”, “tempo di cottura”) ma si è liberi di aggiungere attributi propri; infine il tagging: Google, come in Gmail, le chiama labels, ma sono esattamente i tag/folksonomy: superstar della nuova Internet.
È anche possibile corredare l’item con una foto e con un link a una pagina web che descriva il contenuto.
Questo per ora sembra aver attirato venditori di auto, commercianti di scarpe, e di generi vari: una specie di vetrina, insomma.
Un uso interessante sembra vedersi nella categorie ricette, destinata, ci scommettiamo ad arricchirsi in pochi giorni e a diventare un potenziale contenuto molto popolare. Ma anche la categoria news an articles potrebbe essere usata con profitto per rendere più strutturati contenuti con poca struttura, e quindi più facili da cercare. Vedremo cosa succede.
Il contenuto di Google Base è ovviamente ricercabile. Pare che resterà separato dall’indice principale del motore di ricerca ma che, in base al tema, verrà mostrato come correlato alle ricerche nell’indice principale e in servizi come Google Local e Froogle.




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