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Delicious dentro Yahoo, timori e speranze degli utenti

Scritto da Barbara Ripepi

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Delicious in casa Yahoo. Ma perché è successo?Firefox, grande l’estensione delicious
Ritorniano sull’acquisizione di Delicious da parte di Yahoo (che oltre a Flickr in questo ambito aveva anche comprato Upcoming, il sito per la pianificazione e la condivisione degli eventi.
Yahoo sembra dunque puntare a molti servizi legati al social networking, resi famosi proprio dalla propria natura sociale e di libero utilizzo; la chiave del successo di tali servizi, infatti, risiede non tanto nella tecnologia in sé, quanto alla vasta partecipazione degli utenti.>Internet in diretta

Quale posizione prenderà Delicious nei servizi di Yahoo, che dispone già di MyWeb 2.0, sito proprietario dedicato al bookmarking sociale? Probabilmente con un’integrazione di tutte le piattaforme attualmente acquisite dal motore di ricerca, accomunate dall’uso di tag e dalla natura collettiva e di condivisione.

Ma un libero servizio come Delicious, basato sulla scelta individuale di valorizzare determinate risorse rispetto ad altre in base alla qualità effettiva, non entrerà in conflitto con una tecnologia basata sull’indicizzazione - che per definizione si basa su filtri e non sulla scelta mirata?

E mentre Yahoo continua a dimostrare interesse verso strumenti della nuova era di internet, dichiarando nella giornata di ieri la propria partnership con Six Apart per la diffusione della popolare piattaforma di blog Movable Type, è interessante notare i dibattiti e le opinioni nate intorno all’annuncio dell’acquisizione di Delicious: c’è chi si domanda quale possibilità di ottimizzazione verrà apportata da Yahoo, con la speranza di una miglioria nel servizio per quanto riguarda la velocità e l’implementazione di posting diretto all’interno di un blog; chi invece critica la scelta di Yahoo considerando Delicious sì pionieristico, ma ormai sorpassato da altre realtà più sofisficate; chi ancora si sente “acquisito” da Yahoo e non intende più postare i propri link, e chi teme un’invasione di pubblicità contestuale e l’obbligo di aprire un account Yahoo.

Sembra che il social network in generale non sia molto ben disposto di fronte alle mosse finanziarie atte in qualche modo a monetizzare i sistemi nati per la libera fruizione.

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