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Governo Usa contro Google, protesta Verdi ad ambasciata Roma
ROMA (Reuters) - Dopo che nei giorni scorsi il ministero della Giustizia Usa ha chiesto al motore di ricerca Google di fornire un database di termini di ricerca sul web, decisione condannata da esperti e gruppi Usa che difendono il diritto alla privacy, la protesta sbarca anche in Italia con una manifestazione che si terrà mercoledì prossimo davanti all’ambasciata Usa di Roma.
Lo dice un comunicato dei Verdi.
“Dopo il presidio presso l’ambasciata cinese e quella iraniana, mercoledì prossimo faremo un sit-in davanti l’ambasciata americana, per protestare contro l’ennesimo tentativo di attentare gravemente al diritto alla privacy e alla libertà della rete”, ha detto nel comunicato il senatore Fiorello Cortiana, che è anche delegato al World Summit sulla Società dell’Informazione delle Nazioni Unite.
“La richiesta del Dipartimento di Stato americano di avere accesso alle domande che noi poniamo sui motori di ricerca, con il pretesto di contrastare la pornografia, è grave, in quanto rischia di mettere a disposizione dell’amministrazione dati e identità degli utenti di tutto il mondo. Ciò ha sollevato accese proteste da parte delle principali associazioni americane per i diritti civili. E anche noi faremo la nostra parte”.
La scorsa settimana, con un documento presentato alla Corte Distrettuale Usa nel Distretto Nord della California, il ministero della Giustizia statunitense ha chiesto che Google fornisca tutte le richieste digitate sul sistema di ricerca web della società tra il primo e il 31 luglio del 2005.
La richiesta di dati fa parte di un più ampio tentativo da parte del governo di studiare l’applicazione di una legge del 1998, il Child Online Protection Act (legge per la protezione online del bambino), anche noto come Copa, che punisce gli operatori di siti web che consentono ai bambini di avere accesso alla pornografia, dice il documento giudiziario.
Una decisione della Corte Suprema nel 2004 ha dato parere favorevole a un’ingiunzione che impedisce al governo di applicare la legge, e il ministero della Giustizia cerca prove da Google e presso altri operatori per presentare un ricorso contro la decisione.
La mozione presentata dal ministro della Giustizia Alberto Gonzales contro Google dà conto dei negoziati tra il governo e i legali della “Internet Company”, che hanno respinto la richiesta, ritenendo che vada oltre i poteri del ministero, che sia gravosa e che violi il segreto commerciale.
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