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La Lego ingaggia i suoi fan per realizzare nuovi robot

Scritto da Simona Santoni

La fotografia dal titolo "Fancy Mindstorms" è stata scattata da "firepile" e inserita in un album fotografico su Flickr con licenza Creative Commons di attribuzione.
Quattro fanatici della Lego novelli moschettieri nel riscrivere le sue regole. Steve Hassenplug, ingegnere software dell’Indiana; John Barnes, specializzato in sensori, di New York; David Schilling, costruttore di Washington; Ralph Hempel, esperto firmware dell’Ontario, Canada. Tra di loro in comune solo la passione smodata per i mattoncini colorati e la grandissima abilità ad assemblarli in incredibili costruzioni. Motivo valido per esser stati prescelti dal quartier generale della Lego come comitato di consiglieri nell’innovazione di Mindstorms.

Sono stati contattati in modo misterioso. Un’e-mail dalla Danimarca. Poche righe che accennavano solo a un’opportunità, di cui non si poteva svelare nulla finché non avessero sottoscritto un patto di segretezza.

Intelligenza artificiale A Wired Hassenplug afferma di aver subito intuito che quello strano abboccamento potesse avere a che fare con Mindstorms, il kit di robotica della Lego, di cui non esiste un aggiornamento dagli ultimi quattro anni. E sia Hassenplug che gli altri tre aficionados sono veri esperti di Mindstorms. Il quartetto s’era infatti conosciuto a Brickfest, l’annuale conferenza dove i fanatici della Lego mostrano le loro più eleganti realizzazioni, da navi stellari a ricche e dettagliate cattedrali, a robot giganti.

Una volta sottoscritto il patto, è cominciata l’avventura dei quattro, che hanno ricevuto username e password e dopo pochi giorni sono entrati in contatto con Søren Lund, il direttore di Mindstorms. Ecco il loro ingaggio: un Comitato Fruitori Mindstorms, per aiutare e consigliare i disegnatori. Un incarico importante, più di quanto il manipolo arruolato potesse immaginare.
Dei veri e propri membri dello staff Lego, con la sola differenza che il loro stipendio consisteva in qualche set di gru della Lego e in prototipi di Mindstorms NXT. Oltre al rimborso dei viaggi in Danimarca.

Il nuovo kit, atteso nei negozi ad agosto, sembra non sia per niente paragonabile alla versione 2.0, che andò a rinnovare nel 2002 Mindstorms, dopo il suo debutto nel 1998.
La colonna portante di un kit di Mindstorms è il componente RCX, che agisce come il cervello di un robot, ricevendo input tramite sensori e inviando istruzioni ai motori, mettendo in vita vere e proprie creature fatte di blocchi di plastica.

Per la Lego questa è di sicuro un’importante scommessa: far partire il suo processo di innovazione dall’esterno, da cittadini nei panni di sviluppatori. E soprattutto da clienti appassionati. Un modo per creare un rapporto ancor più stretto e di fiducia tra l’azienda e il consumatore.

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