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Standard del web? Sempre più importanti
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Un approccio più consapevole e meno superficiale agli standard per il web. È questo ciò che invoca con una buona dose di coraggio Mike Davidson, (tra l’altro èil Ceo del sito di news in stile Web 2.0, Newsvine sul suo sito.
>In diretta dalla reteL’intervento, intitolato “March to Your Own Standard” e traducibile come “Seguite il vostro standard” è un modo per sottolineare come gli standard del web siano molto più di quello che spesso si vede su siti, portali e blog: un mero sfoggio di bollini esibiti come decorazioni o medaglie. Il grado di “validazione” del codice del sito non è e non deve essere un mero vanto o affermazione di appartenenza a una tecnoelite. Tant’è che Davidson ha creato un suo ironico “antibollino” per quelle pagine che, pur corrette, per qualche superficiale mancanza non passano il controllo.
Quella di Davidson non è una semplice provocazione o protesta ma un grido d’allarme che evidenzia come seguire e rispettare gli standard del web del w3c non sia una guerra santa o nè un punto d’arrivo ma piuttosto uno dei tanti gradini spesso faticosi di un processo laborioso ma avvincente per migliorare la qualità e l’accessibilità del web e dell’informatica.
Il vero obiettivo dopotutto, è quello originario di Tim Berners Lee, la libera circolazione delle idee e questo si ottiene migliorando la comunicazione e aiutando gli utenti, disabili e non, a comunicare, accedere alle informazioni e a produrne informazione. Bollini o non bollini.





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