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Include, una cooperativa per gli esclusi dall’Adsl

Scritto da Giulio Boresa

Wi-Max italiano: si deve aspettare ancora | Adsl senza segreti | RSS

Il 24 marzo è nata la cooperativa Include, promossa dall’associazione Antidigital Divide. Lo scopo è estendere la copertura banda larga alle zone adesso non raggiunte da Adsl. Include era già attivo come progetto, ma adesso che è una cooperativa avrà armi più affilate per raggiungere i propri scopi, assicura Antidigital Divide. Una ventata di speranza per chi sogna l’Adsl.

>Internet, telefoni e dintorni

La cooperativa ha 24 fondatori, che rappresentano la summa di quanto ha fatto Include finora per portare la banda larga là dove l’Adsl non arriva. Ci sono quindi rappresentanti dei provider, dei sindaci, delle comunità montane impegnati nel progetto, oltre a soci di Antidigital Divide. Include ha già portato la banda larga, tramite WiFi, in due comuni del bolognese, sette nel bresciano, quattro nel cuneese, sei nel cosentino, uno nel ferrarese.

Di prossima copertura, comuni nel bergamasco, torinese e altri nel bresciano e cuneese. “Il tutto”, spiega a MyTech Maurizio Gotta, fondatore di Antidigital Divide, “con soldi un po’ pubblici, dei comuni e delle comunità montane, e un po’ dei provider che hanno fatto i lavori e ora vendono le offerte, cioè Wave-Tech (BS), Nextadsl (CS), Airgrid (BO), Infosol (BO) e Telergo (CN)”. “Ora che siamo cooperativa- aggiunge- cominceremo a offrire connessioni con il nostro marchio, attraverso quei provider”. La cooperativa agirà un po’ come nume tutelare degli esclusi dall’Adsl, impegnandosi, a nome dei soci, per portare la banda larga nelle aree svantaggiate. “Iscrivendosi alla cooperativa salgono le possibilità che la vostra zona sia coperta da banda larga”, dice Gotta.

È lecito aspettarsi che la cooperativa cercherà di fare accordi, con provider e comuni, a partire dalle zone dove c’è il maggior numero di soci. Il taglio minimo delle quote azionarie, per aderire alla cooperativa, è di 25 euro. In cambio, oltre alla promessa che Include farà il possibile per coprire la nostra zona, “vi è la possibilità di ricevere utili (secondo quanto stabilito dalla legge) sulle quote sottoscritte”, scrive l’Antidigital Divide.

Inoltre quando la vostra zona sarà coperta potrete risparmiare sulla bolletta telefonica, non pagando più il canone Telecom (circa 200 euro/anno) e telefonando gratis con gli utenti Include attraverso il VoIP”. Progetto ambizioso, insomma; che ha tante più possibilità di riuscire quante più quote associative riuscirà a raggranellare. Il tipico caso di iniziativa costruita dal basso (Antidigital Divide è stata fondata da cinque persone, comuni utenti di Internet) che sta già avendo un impatto concreto sul territorio.

Chi desidera la banda larga e non è coperto da Adsl ha adesso un’alternativa in più: impegnarsi in prima persona associandosi a Include. Invece di limitarsi ad aspettare che Telecom Italia degni di attenzione il comune di residenza o che un provider WiFi, senza incoraggiamento alcuno, ci arrivi con le antenne. Vale la pena rifletterci, visto che il WiMax, l’altra grande promessa di banda larga per tutto, arriverà in ritardo.

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