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Dominio .eu al via anche per i privati
OKNOtizie, le news secondo il Web 2.0 | YouTube, video fai da teVenerdì 7 aprile verrà ricordato nella storia della Rete come un momento chiave, il giorno dell’apertura dei cancelli (a partire dalle ore 9) che dà il via libera a tutti, anche ai privati, di registrare il proprio sito con il suffisso .eu, quello dell’Unione Europea.
Internet in diretta Il “liberi tutti” giunge a distanza di quattro mesi dall’apertura agli enti pubblici e a poco più di sessanta giorni dal semaforo verde dato alle imprese.
La vigilia e le settimane che seguiranno l’ingresso in scena dei nuovi indirizzi, c’è da credere, saranno monopolizzate dagli interrogativi sull’esito dell’iniziativa, un’incognita che assume un peso ancora maggiore se si considera il flop che ha caratterizzato la diffusione dell’estensione .us negli Stati Uniti.
“Nessuno sa esattamente quanti indirizzi europei saranno registrati, ma l’interesse che si è manifestato finora è significativo”, ha commentato Marc van Wesemael, guida di EURid, il consorzio non profit che ha gestito il processo di introduzione del .eu fin dai primordi.
Stando ai primi dati, sono 335 mila le aziende e le istituzioni che - accettando di sborsare una cifra variabile tra i 12 e i 100 euro a seconda dei Paesi - finora hanno fatto richiesta del dominio europeo, un dato che, stime alla mano, dovrebbe triplicare da qui a fine anno.
Il paese in cui, fino a questo momento, sono stati assegnati più indirizzi .eu è la Germania, con il 28,6 per cento del totale registrazioni, seguito a ruota - sorprendentemente date le dimensioni dello Stato - dall’Olanda, con il 16,6 per cento e dalla Francia a quota 11 per cento.
Per avere la lista delle società che a livello nazionale sono autorizzate alla registrazione, ecco l’indirizzo.





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