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Voip, la rinascita di Parla.it
Voip
Sono state pubblicate le nuove offerte Parla.it.
Le prime che segnano il nuovo corso, dopo che questo operatore VoIP è stato venduto da France Telecom all’azienda italiana Digital Television.
C’è una nuova offerta flat, ChiAma il Mondo: in 20,89 euro al mese include chiamate illimitate a tutti i numeri fissi di Andorra, Austria, Belgio, Canada, Cina, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Liechtenstein, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo (incluse le Isole Azzorre e Madeira), Principato di Monaco, Regno Unito, Repubblica di S.Marino, Slovenia, Spagna, Stati Uniti, Svezia e Svizzera.
La flat prende il posto di Chiama l’Europa, che costava un euro in meno ma includeva solo numeri europei.
Nel cambio, l’utente ci guadagna. Ci perde, invece, sulla flat nazionale: ChiAma l’Italia ora costa 7,89 euro al mese (più 4 euro di noleggio del modem). È un rincaro di due euro. Segno, forse, che i prezzi precedenti erano troppo risicati. “La guerra dei prezzi è stata distruttiva per Parla.it”, conferma Luca Berardi, analista specializzato in telecomunicazioni presso IDC (osservatorio di ricerca internazionale). In effetti, Parla.it, in 18 mesi di attività, è riuscita a raggranellare solo 5 mila utenti (contro i 30 mila di Tiscali VoIP).
Gli altri prezzi non cambiano: 1,9 cent al minuto per le chiamate a fissi nazionali (nell’offerta a consumo); 17,9 cent verso i cellulari (il che è uno dei principali punti di forza dell’offerta Parla.it). Si aspettano novità però più sostanziali, da Parla.it, perché l’offerta possa finalmente decollare. Ci sono ancora i segni dei lavori in corso, del resto.
Parlacom, il software VoIP di Parla.it, al momento non è più scaricabile. In futuro, dicono dall’operatore a MyTech, arriverà anche un’offerta integrata triple play (voce, Adsl e Tv). Non si sa ancora, però, come Parla.it intenderà affrontare quello che, su forum e newsgroup, è avvertito dagli utenti come il problema principale: la qualità del Vbox, il router VoIP obbligatorio. Gli utenti si lamentano di essere costretti a usare, per l’Adsl e le telefonate, uno specifico router VoIP, forse di qualità non eccelsa.
A fare VoIP in Italia, come alternativa alla linea tradizionale, sono adesso perlopiù gli utenti evoluti, gli sperimentatori, i tecnofan. Sono persone esigenti, che vogliono avere la libertà di usare un router di buon livello. La scommessa di Parla.it, invece, era nel VoIP chiavi in mano, per l’utenza di massa. In Francia e in Gran Bretagna, come riferiscono France Telecom e Ofcom (l’autorità regolatrice inglese), i tempi sono già quasi maturi per il VoIP al grande pubblico. In Italia, invece, la strada da fare è ancora lunga.





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