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Open Document Format è standard
Firefox 2.0 alpha | Forum: ma Firefox è veramente così bello? | InternetPasso avanti per Odf (Open Document Format for Office Applications), il formato libero per applicazioni di tipo office nato in opposizione ai formati proprietari Microsoft: questa settimana la Organizzazione Internazionale per gli Standard (International Organization for Standards, Iso), ovvero l’ente internazionale che mantiene e approva gli standard legati alla tecnologia, lo battezzerà come un nuovo standard.
Per approfondire Non è certo una mossa definitiva: OpenXml, il formato Microsoft per l’Office che verrà, è anch’esso in attesa di approvazione. E l’azienda di Redmond non vorrà perdere tanto facilmente gli indubbi vantaggi derivanti dall’avere in mano standard di fatto che favorire la vendita di prodotti molto redditizi: non va dimenticato che circa il 25% dei proventi di Microsoft deriva da Office, i cui formati Word, Excel, PowerPoint e Access sono proprietari.
Odf, per contro, è stato messo a punto dal consorzio aperto Oasis, patrocinato da due rivali storici di Microsoft quali Ibm e Sun Microsystems; lo scopo dichiarato è quello di usare Odf come riferimento per i documenti legati alla produttività personale (elaborazione di testo, fogli elettronici, presentazioni e simili), generati con applicazioni di tipo Office. Non è un caso che OpenOffice 2.0 - suite libera, gratuita e da sempre sponsorizzata da Sun - adotti già Odf sin dal debutto; che per Word esista già un filtro che supporta Open Document, e che le release più recenti di Koffice o Abiword - applicazioni per Unix di nicchia - siano già aperte a Odf.
Significativo il commenti di The OpenDocument Format Alliance, gruppo composto da più di 150 aziende che supporta lo standard: ” La ratifica di standard Iso migliora l’adozione di Odf nel settore pubblico e privato, così come delle applicazioni che supportano il formato”.
Senza nulla togliere a Microsoft, saremo tutti un po’ più liberi di scegliere. E magari di risparmiare sulle licenze di Office e - ancor meglio - di sostituire le odiose copie pirata con OpenOffice: non è poco.





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