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MySun, il citizen journalism secondo Rupert Murdoch
We Media: Bbc e gli altri puntano sui contenuti creati dai lettori“Il core business di News Corporation sono i contenuti. Il Web, invece, si basa sulle scelte personali. La nostra strategia intende combinare le due cose, e, in questo processo, ridefinire la portata verticale della rete”. Rupert Murdoch, magnate australiano dei media, è tutt’altro che un “dinosauro” della old economy. Anzi, è stato tra i primi a riconoscere, in un ormai storico discorso alla American Society of Newspaper Editors, che i vecchi media, se vogliono sopravvivere, devono diventare protagonisti della vita digitale.
Internet in diretta La conferma arriva dall’ultima mossa della sua News Corporation: l’imminente lancio di MySun, uno strumento che permetterà agli utenti di The Sun Online (versione in rete del più diffuso quotidiano inglese) di creare pagine personali, blog, condividere album fotografici e ora anche videoclip. Il tutto, utilizzando lo stesso software e gli stessi template di MySpace.com. Presto questa operazione potrebbe estendersi anche al The Times Online, altra famosa testata del gruppo.
Ormai è trascorso quasi un anno dall’acquisizione da parte di Murdoch del popolare portale di social networking. La portata finanziaria della manovra (circa 580 milioni di dollari) all’epoca fece gridare in molti allo scoppio della “bolla 2.0”. Ma a guardare i numeri, un anno dopo, è davvero difficile parlare di semplice speculazione: MySpace ha quasi triplicato il numero di membri registrati, passando da 23 a oltre 66 milioni, e continua a crescere a ritmo di 250mila nuovi utenti al giorno; tra i social si assesta saldamente al primo posto (con una quota di mercato pari al 41%); è il secondo sito più visitato di tutta la rete dopo Yahoo.
Segnali questi che il social networking non è soltanto una semplice moda giovanilistica, destinata ad esaurirsi nel giro di qualche anno. Piuttosto - e questo Murdoch sembra averlo intuito bene - è la piattaforma che potrà far da leva a una nuova stagione per i vecchi media, destinati sempre più a diventare aggregatori di user generated content, e ad aprirsi a quell’intreccio di conversazione e personalizzazione propri del web 2.0.





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