Gentili utenti vi informiamo che il team di MyTech si è spostato sul canale Hitech & Scienza di Panorama.it

      non hai uno username? regìstrati   /   recupera la password

apple / google / microsoft

Bloccata l’Adsl del futuro: il problema della nuova rete Telecom

Scritto da Giulio Boresa

La riforma dell’Adsl italiana si è incagliata su un punto, da cui dipende il futuro della nostra banda larga. Telecom Italia ritiene di non essere tenuta a offrire accesso ai concorrenti alla propria nuova rete Adsl 2 Plus interamente su Ip, con cui sta rimpiazzando l’Atm.
Internet, telefoni e dintorni È una polemica rovente, che già in altri contesti ha portato a un ricorso al Tar del Lazio.

Nella delibera di febbraio, dove si danno le linee guida per il bitstream (la nuova offerta all’ingrosso che Telecom pubblicherà nei prossimi mesi), l’Autorità Garante delle Comunicazioni (Agcom) scrive però che Telecom dovrà fare connettere i concorrenti alla propria rete “a prescindere dalle tecnologie impiegate (Atm o Ip)”.
Agcom ha già comunicato che ora dovrà richiamare Telecom al rispetto della delibera; si aspetta questo intervento perché possa riprendere il tavolo tecnico tra operatori al termine del quale dovrebbe nascere il bitstream. È un punto su cui gli operatori non possono transigere. A oggi non hanno accesso diretto alla nuova rete Adsl 2 Plus di Telecom (anche per questo motivo hanno fatto ricorso al Tar).

Se passasse la filosofia Telecom (in contrasto con lo spirito della delibera), gli operatori non potrebbero fare Adsl di nuova generazione (Adsl 2 Plus, fino a 24 Mbps) sulla sua rete, ma soltanto nelle zone dove hanno una propria infrastruttura autonoma (di unbundling). Rimarrebbero indietro nella competizione. Ed è un danno anche per il pubblico: in certe zone d’Italia, dove non ci sono e non ci saranno infrastrutture alternative a quelle di Telecom, gli utenti avrebbero solo Alice come scelta per un’Adsl di nuova generazione. Telecom ha risorse infatti per coprire il 94 per cento di popolazione italiana, entro il 2008, con l’Adsl 2 Plus (come ha comunicato); difficile che gli altri operatori riescano ad andare oltre il 50-60 per cento, invece.

Il punto di vista di Telecom è che non è tenuta a dare accesso alla rete Adsl 2 Plus, perché è frutto di nuovi investimenti, di cui non vuole condividere i benefici con i concorrenti. Vuole fare passare il concetto secondo cui sui nuovi investimenti non ha obblighi regolamentari (o ne ha di meno).

Sulla linea di questo dibattito si deciderà la forma dell’Adsl del futuro in Italia. Finora l’evoluzione della rete Adsl di Telecom (da 640 a 1 Mbps e poi a 4 Mbps) ha dato vantaggi di pari passo a tutti gli operatori e per l’utente c’è sempre stata massima possibilità di scelta.
Ma in futuro potrebbe non essere così, se passa la filosofia di Telecom. Se non ci sarà accesso all’ingrosso alle nuove reti Adsl Telecom, soltanto gli operatori grossi, quelli dotati di proprie infrastrutture, potrebbero restare in gara (e solo in parte di Italia, cioè dove hanno unbundling). Il che significa anche meno differenziazione tra offerte, a danno soprattutto degli utenti più smaliziati, che non sono business ma che nemmeno si accontentano delle Adsl pensate per il pubblico di massa.

Commenti   (Inserisci un commento)

Ancora nessun commento.

Effettua il login