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I peccati di Google

Scritto da Antonio Volpon

Il team di Google è riuscito a sviluppare un algoritmo di ricerca che non ha concorrenti, e che chiunque abbia accesso a Internet riesce a usare senza alcun problema. Non parlo solo della ricerca nel web, ma anche di quella usata all’interno dei vostri messaggi di posta Gmail e, per chi non ha avuto timore di installarlo, anche di Google Desktop.

Internet e search engine Non sono però sicuro che altri prodotti rilasciati da Google, in cui la ricerca non fa il ruolo di prima donna, meritino gli stessi complimenti. Google Reader, come ho scritto in un articolo dedicato all’usabilità dei servizi web 2.0, ha sofferto i primi giorni di una lentezza esasperante. Ma anche provandolo ora, a distanza di tempo, non mi pare possa annoverarsi tra i migliori aggregatori Rss online, anche facendo ampio uso di Ajax e soluzioni “web 2.0”.

E Google Base? Qualcuno è riuscito a focalizzare bene il suo scopo? Database online? Sistema da integrare con software di aste? Per non parlare di Google Coop, nella cui homepage non si bene neppure dove cliccare.

Ma quali sono i motivi di tanta differenza tra l’entusiasmo per le ricerche di Google e la delusione per altre proposte?

Secondo me i fattori sono diversi, tutti dipendenti dal fatto che il team di Google è specializzato, volente o nolente, nel campo delle ricerche. Basta dare un’occhiata alle opportunità di lavoro che propongono per rendersene conto. I prodotti che cercano di proporre ultimamamente fanno invece della ricerca, se non un accessorio, una delle componenti. Essere dei fuoriclasse nel proporre un sistema di ricerca non vuol automaticamente dire eccellere in altre tipologie di prodotti.

Anche le problematiche relative alle prestazioni sono diverse rispetto a quelle delle ricerche, il che può spiegare (ma non giustificare) la lentezza delle prime ore di vita di alcune soluzioni, prima di riuscire ad aggiustarne il tiro.

E l’opera di semplificazione estrema dell’interfaccia grafica di Google ha senso quando il prodotto è in mano (come la ricerca o gmail) a utenti che potrebbero essere poco esperti, mentre in alcuni casi (Google Calendar, Google Reader) chi usa il servizio si aspetterebbe forse qualcosa in più.

Verrebbe da dire, esagerando un poco, che sarebbe meglio che a Google si occupassero solo di ricerche. Ma in realtà ci sono altre cose che il team di Google sa fare alla perfezione. Le vedremo in un prossimo intervento.

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