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Aria di tasse su Internet
Il vecchio World wide web è a rischio estinzione? Non è solo un’ipotesi accademica. E’ il concreto allarme lanciato in America da un noto editorialista tecnologico del New York Times, Adam Cohen, in un fondo dal titolo «Perché l’etica democratica della Rete è ormai sul viale del tramonto».PROVIDER FORTI E PROVIDER DEBOLI
A favorire questo scenario - secondo Cohen - è il dibattito, scatenatosi nel Congresso degli Stati Uniti, sulla prossima introduzione di un sistema tariffario per rendere più rapida la navigazione solo a quei provider (e quindi ai siti web) che siano in grado di pagare la web tax di cui si discute.
Mentre la rete attuale, inventata da Sir Tim Berners Lee nel 1989, si basa su una piattaforma egualitaria e a basso prezzo, che consente l’accesso a tutti, il World Wide Web gerarchico del futuro - spiega Cohen - potrebbe creare una rete a due velocità: quella dei provider poveri che non pagheranno la quota e che offriranno ai siti web più poveri solo una connessione a velocità ridotta e quella dei provider più potenti, su cui si reggeranno i siti web delle grandi corporation, dove la navigazione sarebbe invece veloce e agevole. Il tutto sarebbe favorito dall’introduzione, in un futuro non lontano, di una serie di apparecchi a tecnologia integrata dove potremo navigare, telefonare, comunicare via video e naturalmente guardare la televisione.
DUE LOBBY AL CONFRONTO
A questa ipotesi lavora una lobby delle grandi corporation - come Google o Microsoft - che guardano con favore al web gerarchico di nuova generazione. Contro si schierano i partigiani del web democratico e anarchico che abbiamo conosciuto finora, come lo stesso Berners Lee. La partita è aperta. Ci sono organizzazioni in rete, come Savetheinternet.com, che hanno già raccolto oltre 700 mila firme per evitare che il Congresso introduca una serie di tariffe che crerebbe un web di serie A e uno di serie B, a bassa velocità. Una mozione bipartisan, firmata dal democratico John Conyers e dal repubblicano James Sensenbrenner, contraria all’introduzione delle tariffe, è già stata presentata al Congresso. Conclude Tim: «Se introducessero delle tariffe, non sarebbe più Internet. Sarebbe semplicemente una nuova tv via cavo».





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