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Skype avrà un clone cinese
Un’azienda cinese, il cui nome è a oggi tenuto nel riserbo, renderà disponibile entro la fine del mese il primo client Voip compatibile con Skype. Permetterà insomma di telefonare ad altri utenti Skype (in futuro, anche di fare chat testuali). La notizia è partita da un blog, il cui autore sostiene di avere già provato il servizio e di essersi trovato bene.Internet, telefoni e dintorni Oggi per parlare con utenti Skype è necessario usare l’omonimo programma. La disponibilità di un client compatibile potrebbe essere una mazzata per gli interessi di eBay, proprietaria di Skype.
Perché qualcuno dovrebbe usare il clone invece dell’originale? La stessa questione si pone con tutti gli instant messaging, che da tempo sono affiancati da client alternativi (per esempio Miranda, per Icq). Di solito gli alternativi sono più leggeri oppure non hanno pubblicità o semplicemente hanno un’interfaccia che qualcuno può ritenere più piacevole. In ogni caso, rubano spazio e utenti al network a cui attingono.
In particolare, il clone di Skype avrebbe un vantaggio evidente: sottrae meno risorse macchina e di banda dal computer dove è installato, perché non lo rende mai un super-nodo peer to peer. Com’è noto, Skype si fonda su un principio peer to peer tale che gli utenti che lo hanno installato possono essere eletti super nodi dal sistema, in modo automatico e quasi invisibile.
Un computer super nodo offre una piccola parte delle proprie risorse per fare restare la baracca in piedi e permettere che le telefonate altrui vadano a buon fine. Il client cinese si sottrarrebbe a questo meccanismo. Il che è un danno ulteriore per Skype: c’è rischio che un crescente numero di utenti ne utilizzi il network senza parteciparvi (nel gergo del peer to peer questa gente sarebbe chiamata “leecher”, sanguisughe). Conseguenza: crisi della qualità delle telefonate, perché ci sono meno risorse in proporzione agli utenti che le utilizzano.
Non deve essere stato facile fare un client Skype-compatibile: i cinesi hanno dovuto compiere un reverse engineering del protocollo originale. Skype se lo tiene ben stretta in segreto anche per evitare i problemi di cui sopra. Adesso c’è da vedere se in effetti il clone cinese sarà pubblicato nei tempi previsti e se Skype tenterà un’azione legale (piuttosto complicata e dal difficile esito, in realtà). È più probabile che aggiorni il proprio client in modo da buttare fuori gli utenti del clone, neutralizzandone così la minaccia.





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