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Google PageRank sotto tiro

Scritto da Guido Sintoni

Stavolta Google non si deve difendere dai soliti pirati del Web, ma dal malcontento generato da PageRank, il sistema di catalogazione delle pagine che l’azienda di Mountain View adotta da tempo. Le lamentele provengono da un piccolo portale, KinderStart dedicato a consigli su come crescere bambini in giovane età.

Internet Piccolo sì, ma battagliero, e deciso a lavare in tribunale l’onta dell’impietoso “zero” rimediato da Google PageRank. Un voto che avrebbe penalizzato il business dell’azienda, relegandola agli ultimi posti del motore di ricerca più popolare del mondo.

Parte delle richieste di KinderStart nei confronti di Google sono state già respinte da un giudice californiano, ma ciò che è stato accettato sarà oggetto di giudizio il prossimo 29 settembre.
Diffamazione, concorrenza illegale, violazione del diritto di espressione: le accuse di KinderStart sono forse fin troppo pesanti, ma in parte giustificabili; tanto che il giudice federale ha ribadito che - se verrà dimostrato che Google altera manualmente il punteggio delle pagine Web dichiarando al contempo che PageRank è una procedura automatica basata su algoritmi matematici - il caso potrebbe tramutarsi in un processo per diffamazione.

Il legale di KinderStart ha annunciato di “essere a buon punto nel raccogliere informazioni su come funziona realmente PageRank”; da parte di Google, si ribadisce come “PageRank è un sistema usato sin dalla fondazione di Google, concepito per fornire risultati di ricerca realmente utili in unione a tradizionali tecniche di ricerca testuale”.

In altre parole, tante e tali sarebbero le variabili in gioco da rendere difficile, se non impossibile, una manipolazione del proprio sistema. Che - giova ribadirlo - ha fatto la fortuna di Google, visto che si tratta di un sistema diverso da quello, ben più tradizionale, basato sulla suddivisione per categorie.

Il colosso di Mountain View, a ogni modo, ha già contestato l’accusa di diffamazione: “L’utente medio di Google interpreta i punteggi come opinioni”. Vedremo.
In passato Google ha usato il pugno di ferro contro aziende che hanno tentato di manipolare il proprio PageRank, ma ciò conta fino a un certo punto: in prospettiva episodi quali quelli di KinderStart, se oltrepassano un limite fisiologico, possono nuocere alla reputazione di Google quanto e più di un eventuale risarcimento del danno.

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