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Iptv a rischio di monopolio
L’allarme è stato lanciato da quasi tutti i provider Internet, che si riconoscono in Assoprovider, Aiip e nel consorzio VoIPex, e dall’associazioni AntiDigitalDivide: l’Iptv, cioè la nuova frontiera della Tv digitale, è un mercato che rischia di chiudersi subito dopo avere emesso i primi vagiti, finendo tutto nelle mani di Telecom Italia.Internet, telefoni e dintorni È il tema di una lettera d’appello inviata da quei soggetti alla Commissione Europa e a milioni di abbonati Internet italiani. Si richiede che arrivino nuove norme del settore, a due scopi. Primo, imporre a Telecom di interconnettere a vari livelli la propria content delivery network (la rete dove viaggiano i contenuti Alice Tv) con le infrastrutture dei concorrenti. Secondo, far sì che qualunque operatore Iptv divida in società separate la rete dai contenuti Iptv.
Il primo punto è voluto affinché tutti gli utenti, di qualsiasi operatore Internet, possano accedere a tutti i contenuti Iptv. In questo modo si eviterebbe che un operatore dominante su rete fissa possa estendere la propria supremazia anche al nuovo mercato Tv.
Il secondo punto- la separazione strutturale tra chi possiede la rete e chi da editore fornisce i contenuti- è tratto dalla nuova normativa che potrebbe essere applicata sulla Tv digitale terrestre. È un principio voluto dalla legge Gasparri, ma anche il nuovo Ministro delle Comunicazioni ha ribadito di averlo a cuore e di volergli dare forza. Non è detto però che si riuscirà a estendere all’IpTv i principi della Tv digitale terrestre.
Il rischio è duplice, dicono i firmatari di quella missiva. Da una parte, temono che il nuovo mercato della Tv su Ip si riveli poco pluralista e che un solo soggetto arrivi a controllare e orientare sia la rete di trasporto sia i contenuti.
Dall’altra, la loro paura si estende anche a Internet, perché se un solo soggetto riuscirà a offrire, grazie alla propria forza di mercato, tutti i migliori contenuti Tv in bundle con l’Adsl, per gli altri sarà difficile competere; e si potrebbero arrivare a una rete chiusa, una sorta di cable-Tv in fibra ottica (come quella che Telecom intende sviluppare dal 2008, con la VDsl), dove l’accesso a Internet avviene secondo le rigide regole decise dall’operatore e non è più trasparente e neutrale come lo è adesso.





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