Connessioni / Next / Search / Sicurezza / Social
Libano: i blog che raccontano la guerra
BEIRUT (Reuters) - I blog sono diventati il luogo ideale dove il popolo libanese può sfogare i sentimenti di dolore e rabbia causati dalla guerra tra Israele e guerriglieri Hezbollah che dura ormai da un mese e ha fatto oltre 1.000 vittime in Libano.Nella blogosfera I commenti personali che la gente libanese pubblica su Web log o giornali online variano dai quotidiani attacchi ai ricordi malinconici della movimentata vita notturna della Beirut prima della guerra. Non mancano nemmeno poesie che documentano l’orrore e la paura provate durante i raid aerei israeliani.
“Mi sentivo assediata, i miei arti erano rattrappiti, non potevo muovermi. E’ stato un sollievo per me rompere quello stato di assedio e avere la libertà di scrivere e raggiungere altre persone e non sentirmi così isolata come ero prima”, ha detto oggi a Reuters la 37enne Rasha Salti, una scrittrice indipendente e freelance.
Salti si è trasferita a Beirut da New York l‘11 luglio, un giorno prima che Hezbollah catturasse due soldati israeliani, accendendo la miccia che ha scatenato la guerra. La donna ha detto che i commenti che pubblica sul blog sono rivolti alla gente che è interessata a conoscere più in profondità gli aspetti della vita in un paese assediato, che si contrappongono alla copertura dei media che solitamente si concentra sulla diffusione di notizie dell’ultima ora.
“I media ovviamente cercano la notizia ad effetto. Cercano storie, ma quando hanno trovato la storia che fa al caso loro non è mai una storia comune, è una storia che attira il pubblico”, ha detto Salti, i cui commenti possono essere consultati su www.electroniclebanon.com. “La gente che legge capisce che chi parla è un essere umano, non un giornalista che sta facendo il suo lavoro, o un ideologo che difende le sue teorie. Ottengo riscontri positivi (dal blog), vedo che la gente si appassiona alla causa del popolo libanese”.
Per altri libanesi che vivono all’estero i sentimenti più comuni sono quelli di rabbia e impotenza. L’impotenza di chi si trova a chilometri di distanza dal conflitto ed è combattuto dal tormento e dalla colpa per i compatrioti, amici e parenti meno fortunati che si trovano nel cuore della guerra.
Su ajnabiyeh.blogspot.com, Kata pubblica un messaggio frustrato alla gente che le offre un messaggio di solidarietà sul Libano. “… Sebbene apprezzi con tutto il cuore il sentimento di appoggio che mi viene offerto, da essere umano a essere umano, mi fa solo venire voglia di URLARE”, scrive Kata. “Se è dura per me l’orribile guerra in Libano? Ma se sono in Francia! Non la sto nemmeno vivendo! Vorrei tanto essere là con la mia famiglia e i miei amici così non mi sentirei una codarda che si trova al sicuro, impegnata a portare avanti la sua vita e carriera”.
Iraq, il blog finisce in teatro





Ancora nessun commento.