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Quali regole per separare la rete da Telecom?
Si sa che Telecom Italia intende separare in qualche modo la rete fissa; ma in che misura e in che modo?È una questione da cui dipendono le sorti dell’innovazione e della concorrenza; ma anche quelle della banda larga italiana (il che credo sia il tema che sta più a cuore ai miei lettori).
Una prima risposta a questa domanda è arrivata dagli incontri che ci sono stati tra Telecom e l’Autorità Garante delle Comunicazioni (Agcom), la scorsa settimana.
È stato avviato un negoziato di 6-12 mesi sulle regole di separazione della rete. Solo in fase avanzata ci saranno consultazioni con i concorrenti.
Un primo orientamento non sembrerebbe a favore di uno scorporo in una società separata ma verso una soluzione “all’inglese”.
La rete diventerebbe cioè una divisione indipendente della stessa Telecom, come avvenuto in Gran Bretagna con l’operatore dominante BT.
I prossimi mesi serviranno a stabilire i dettagli. E cioè: quanta parte della rete fissa diventerà una divisione a parte? Solo il local loop, cioè i doppini degli utente, come in un primo momento indicato da Tronchetti Provera agli analisti, nel presentare il progetto di scorporo l‘11 settembre?
Oppure - come più probabile ora - nella divisione rientrerà tutta la rete fissa, compresi le centrali telefoniche e gli apparati innovativi? Nel primo caso Telecom terrebbe per sé il bene che è di maggior valore in prospettiva. Solo nel secondo caso, quindi, si porrebbero le basi per un accesso davvero paritario di tutti i concorrenti alla rete, per la fornitura di servizi voce e banda larga agli utenti.
Ci sono altri aspetti complessi da analizzare, li vedremo nei prossimi giorni.





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