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Adsl, contenuti e servizi Ip: il futuro si gioca nelle prossime settimane

Scritto da Giulio Boresa

I signori della nuova rete fissa italiana Il futuro dell’Adsl italiana, dei contenuti e dei servizi su Ip è in gioco nelle prossime settimane. Sarà plasmato dalle riunioni tra Telecom Italia e Agcom (Autorità Garante delle Comunicazioni), sul nuovo assetto della rete, sulle regole e gli impegni da prendere nei confronti degli utenti e dei concorrenti. Si è già parlato del dilemma di trovare i confini alla rete fissa.

Un altro tema all’ordine del giorno, nei prossimi incontri, è la cosiddetta “governance” dell’azienda o della divisione che gestirà la rete fissa. Agcom preme per seguire il modello inglese, dove la rete è una divisione tenuta abbastanza indipendente da quei reparti di BT che vendono i servizi al pubblico.

I manager hanno obiettivi e incentivi specializzati: devono cioè concentrarsi sulla vendita dell’accesso agli altri operatori e sono premiati quanto più riescono a farlo bene.

C’è inoltre un board indipendente di controllo, formato da persone che non fanno parte di BT e che si occupano di verificare l’effettiva indipendenza della nuova divisione. Lo scopo in Italia, alla stessa stregua, sarà rendere la separazione della rete fissa un fatto non solo formale ma reale e portatore di conseguenze felici per il settore, a favore di una maggiore concorrenza.

Se sarà così anche in Italia sarebbe l’esito da anni invocato dagli operatori concorrenti, i quali si sono sentiti schiacciati dal fatto che Telecom è allo stesso momento loro fornitrice all’ingrosso e loro concorrente sul mercato al dettaglio.

Una situazione che ha portato negli anni a parecchi conflitti: capitava che Telecom si preoccupasse soprattutto delle offerte al dettaglio, senza valorizzare quelle all’ingrosso, impedendo di fatto ai concorrenti di stare al passo. Da qui il continuo intervento dell’Agcom, a bloccare le mosse di Telecom, ritardandone le offerte più innovative (come nel caso di Unico).

È appunto anche per uscire da questo impasse- e non solo per limare il monte dei debiti- che Telecom si è imbarcata in questa avventura. In prospettiva, verranno quindi, probabilmente, buone notizie per gli utenti: più concorrenza, migliori offerte, maggiore varietà. Nell’immediato, però, questa turbolenza ha messo in cantina il progetto del Bitstream, che già prometteva una benefica riforma dell’Adsl italiana. Ci sarà da aspettare alcuni mesi ancora.

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