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Young l’anti-Gates porta in Italia Lulu.com per autori fai da te
di Antonella Ciancio MILANO (Reuters) - Dopo aver co-fondato Red Hat, società di primo piano nel software open source che ha lasciato lo scorso anno perché “ormai troppo grande”, il canadese Bob Young, definito da alcuni osservatori “l’antidoto a Bill Gates”, è deciso a espandere nel Vecchio Continente il suo “Lulu.com”, un marketplace per autori-editori indipendenti che negli Usa ha già scosso il mondo editoriale.In diretta dalla Rete Citato al 18esimo posto dell’ultima Top 50 di Silicon.com, una classifica dei “titani” dell’industria tecnologica, Young, 52 anni, si tiene lontano dalle convention in grande stile e preferisce lanciare la versione italiana di Lulu.com (www.lulu.com/it) incontrando un giornalista alla volta in un ristorante di Milano. “Credo nel libero mercato”, dice Young a Reuters della sua filosofia, focalizzata ora su Lulu, sito nato nel 2002 che consente ad autori di libri, video o brani musicali di pubblicare e vendere le proprie opere in modo indipendente, restando proprietari dei diritti e decidendo quanto guadagnare su ogni copia venduta, su cui Lulu detiene una piccola percentuale.
Una teoria che i critici in America hanno già battezzato “luluismo”, un mix insolito di comunismo e capitalismo che mira a dare ai lavoratori il controllo dei mezzi di produzione ma permette anche al libero mercato di decidere sul successo delle singole iniziative, come spiega la stessa Lulu in una nota per la stampa.
“Internet è diverso da ogni altro media ed è molto indefinito. Nessuno sa in anticipo se un progetto funzionerà oppure no. Basti pensare a Skype o a MySpace”, spiega Young, in tour in Europa per il lancio di Lulu in Italia e Spagna, dopo la Francia. Obiettivo è essere presente in sei paesi in Europa, incuse Germania, Paesi Bassi e Gran Bretagna. “Saremo in Estremo Oriente entro la fine dell’anno”, aggiunge Bob Young. Quanto alle rigide regolamentazioni per la tutela dei copyright, che negli ultimi anni hanno costretto giganti del file-sharing gratuito come Napster a cambiare pelle, le regole sono come gli arbitri nelle partite di calcio, spiega Young. “Gli arbitri non piacciono a nessuno ma senza di loro non si potrebbero giocare le partite”, dice Young, appassionato di golf e proprietario della Hamilton Tiger-Cats, il team canadese della Football League.
LA “LULU-LUZIONE”
Nato nel 2002, Lulu prende il nome da un’antica espressione dello slang americano, che significa “una persona, un oggetto o un’idea rimarchevole”, ma ha una genesi meno studiata. “Mia figlia mi chiamava Papa-lu, poi ci è venuto in mente Lulu, una parola facile e breve. Abbiamo cercato su dictionary.com se questa parola esistesse e abbiamo scoperto che aveva un significato per noi illuminante”.
L’idea di base di Lulu è permettere a “quegli otto autori su 10” che non trovano spazio nelle case editrici “non perché non venderebbero, ma perché non venderebbero abbastanza”, di pubblicare le proprie opere restando proprietari dei diritti, senza costi di attivazione o minimo d’ordine e con uno spazio illimitato.
Un minimo di dimestichezza con software per la scrittura e con Internet sono tuttavia indispensabili, a scorrere le pagine del sito. L’opera viene caricata (upload) dall’autore, che ne sceglie formato, impaginazione, copertina. Gli utenti ne possono ordinare anche una sola copia, grazie alla tecnologia “print on demand”, che consente ai tipografi partner di Lulu (in Europa un centro al momento è in Spagna) di stampare anche una sola copia, a prezzi contenuti e con una qualità di stampa quanto più possibile soddisfacente. Il business di Lulu sta nel ricevere una piccola commissione su ogni transazione (20% dell’utile totale).
“Noi non pensiamo che le case editrici facciano un cattivo lavoro, anzi. Non facciamo loro concorrenza. Noi non cerchiamo un autore di bestseller, come J.K.Rowling (autrice della saga di Harry Potter, ndr), ma centinaia di migliaia di autori, indipendentemente dalle copie vendute”, spiega Young del rapporto con il mondo editoriale tradizionale.
Con questo metodo, “Lulu nell’ultimo anno è cresciuto di oltre il 10% ogni mese”, spiega il fondatore, animato dalla ricerca di novità e che racconta di aver lasciato Red Hat lo scorso anno perché “era diventato troppo grande per me”.
Oltre 1.500 nuovi titoli vengono pubblicati ogni settimana, su un totale finora di 55.000 libri pubblicati disponibili e oltre 500.000 esemplari venduti. Il sito ha lanciato di recente anche Lulu.Tv, sulle impronte del popolare sito YouTube, che si rivolge ad autori per lo più giovani di video amatoriali o professionali mantenendo inalterata la filosofia di business.





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