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Adsl: allarme copertura banda larga

Scritto da Giulio Boresa

Questa settimana è arrivata una conferma ufficiale ai malumori e alle proteste che da anni impegnano utenti Internet italiani diseredati dall’Adsl e associazioni come Antidigital Divide: la copertura banda larga è da noi “preoccupante” e “inadeguata”. Parola di Viviane Reding, Commissario Ue per la Società dell’Informazione e Media, in un intervento al Senato.

Connessi connessi Denuncia inaspettata, in verità: nei mesi scorsi la Reding aveva lodato lo stato delle tlc italiane e adesso si accorge di un problema così macroscopico. E cioè che la copertura banda larga è sull‘87 per cento della popolazione italiana, quota “molto più bassa della media dell’Unione Europea e ovviamente inadeguata per lo sviluppo di applicazioni avanzate”.

Il problema si fa sentire soprattutto nelle zone rurali, dove la copertura- nota la Reding- in Italia è molto inferiore alla media europea (44 contro il 65 per cento). Chissà che direbbe la Reding se sapesse che anche interi quartieri di grandi città come Roma, o Genova, sono impossibilitati ad attivare l’Adsl, a causa della scarsità di doppini in centrale.

Fa discutere anche la diffusione della banda larga: è al 13,2 per cento della popolazione, contro una media UE 15 del 16 per cento. È un problema denunciato anche dall’Ecta in agosto (l’associazione dei principali provider alternativi europei), i quali individuavano la causa nell’eccessivo potere di Telecom Italia.

La Reding è ottimista, però, dice che in Italia sono in corso numero progetti per potenziare la copertura. È noto che Telecom conta di coprire il 98 per cento della popolazione con l’Adsl entro il 2008. Ad oggi, però, gran parte dei progetti che mirano a colmare il digital divide, tramite tecnologie wireless, sono frutto dell’iniziativa di Comuni, Province e Regioni, o di piccoli provider (per esempio Ydea, che copre con il WiFi le zone di Roma dove l’Adsl non è supportata).

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