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Peacelink contro la tassa sulle rassegne stampa

Scritto da Antonio Munari

Una modifica a un articolo alla legge sul diritto d’autore prevista con la prossima finanziaria ha fatto scattare l’allarme e l’associazione si è subito mobilitata per chiedere che in Parlamento venga discussa la possibilità di non procedere al cambiamento. Per tutelare la libertà di informazione. Il pericolo per la blogosfera
L’associazione Peacelink ha lanciato una petizione nella quale chiede che la legge finanziaria non modifichi l’articolo 65 della legge sul diritto d’autore, come invece prevede di fare.

Il cambiamento prevede, di fatto, che alla pubblicazione online di qualsiasi articolo tratto da un sito o da una pubblicazione cartacea, debba corrispondere il pagamento di un compenso all’emittente (leggasi editore) del contenuto in questione.

Qualora le somme di denaro non venissero effettuate, il sito rischierebbe sanzioni parecchio elevate.

L’organismo libertario si scaglia prima di tutto con l’opportunità di un tale provvedimento, che ha un carattere davvero troppo peculiare per essere incluso senza stridere in una legge che tratta del bilancio statale, e poi entra nel merito, affermando che una “tassa” sulle rassegne stampa (perché è proprio questo lo scenario che andrebbe a configurarsi) violerebbe, in primo luogo, i principi di libera espressione insiti nell’articolo 65 e, ultimo non ultimo, finirebbe per penalizzare in maniera inaccettabile anche tutte quelle attività di divulgazione media che hanno carattere sociale e umanitario, o comunque privo di finalità economica. Senza contare l’impatto che avrebbe sulla blogosfera, che proprio sulle segnalazioni basa la sua stessa ragion d’essere.

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