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La rabbia e le paure dei provider Adsl

Scritto da Giulio Boresa

I provider dell’Aiip sono tornati a pubblicare sul Messaggero un appello, rivolto all’Autorità Garante delle Comunicazioni (Agcom), perché non si soffochi la concorrenza sul mercato Adsl. Altroconsumo (associazione indipendente consumatori) di seguito si è schierata al fianco di Aiip, ribadendo che ciò che è interesse della concorrenza è interesse anche degli utenti finali.

Banda larga Al centro è la questione del Bitstream, che dopo tanti rinvii sembra ormai giunta al round finale. Agcom, dopo aver studiato la nuova offerta all’ingrosso Bitstream di Telecom Italia e i pareri dei concorrenti, sta per giungere alla decisione definitiva. I provider sono in ansia, perché hanno visto che i nuovi prezzi Telecom, lungi dal concedere i risparmi sperati, persino aumentano i costi all’ingrosso (fino a un massimo del 20 per cento). Da qui le proteste e l’appello pubblicato sul Messaggero. Il pericolo è che questa rivoluzione Adsl sfumi e, come teme Altroconsumo, siano vanificati dalle mosse di Telecom i vantaggi auspicati per gli utenti (canoni più bassi, velocità reali più alte, più garanzie).

Il problema è che l’Agcom ha pochi mezzi per confutare l’offerta Telecom; i nuovi prezzi all’ingrosso si basano infatti sui costi reali sopportati da Telecom per offrire il servizio, dei quali però l’ultima contabilità regolatoria certificata da Agcom risale al 2001. Telecom ha determinato da sola insomma i propri costi e non c’è un modo ufficiale per contestarne il calcolo. Ci sono solo i contro calcoli fatti da Aiip, che adesso Agcom sta prendendo in considerazione.

Ma anche di altre cose si lamenta Altroconsumo: per esempio delle rogne che l’utente affronta nel cambiare operatore unico. «Il consumatore che lascia Telecom Italia per aderire all’offerta di un altro operatore in unbundling-», scrive Marco Pierani, responsabile hitech di Altroconsumo, «non può passare poi direttamente ad altro operatore mantenendo il proprio numero, ma deve per forza ritornare a Telecom (pagando i 150 euro per il nuovo allacciamento) e poi eventualmente da lì transitare a Infostrada, Tele2, Fastweb. sborsando in alcuni casi altre somme (90 euro nel caso di Fastweb) e una probabile penale per aver disdetto in anticipo il contratto con Telecom Italia». Il tutto avviene, secondo Altroconsumo, per colpa e volontà della stessa Telecom.

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