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Internet mobile: lo strano caso della bolletta da 50 mila euro
Sta facendo il giro dei quotidiani una notizia che fa riflettere sullo stato dell’Internet mobile italiana: un utente di Bergamo, abbonato alla tariffa Connect 600 di Vodafone, ha ricevuto una bolletta di quasi 50 mila euro.Connessi connessi Com’è possibile? Ha avuto la malsana idea di mettersi a scaricare film via Umts/Hspda, come farebbe con l’Adsl. I film più cari della storia. La tariffa include 300 MByte al mese e il resto si paga a 0,2 cent al KByte (cioè 2 MByte al minuto). Basta una trentina di GByte per arrivare a quota 50 mila euro. L’utente ci è riuscito in soli 19 giorni di attività (dal 23 ottobre all‘11 novembre, come riferisce l’Eco di Bergamo).
Il che ci dice alcune cose. Primo, una cosa buona: la connessione usata è effettivamente veloce come un’Adsl, perché ha permesso più di 1 GByte di traffico al giorno. Secondo: questa velocità, nonostante le parole “flat” che ricorrono nelle pubblicità, viene ancora a caro prezzo. Ed è facile cadere in inganno, cedere al fascino del peer to peer e volere usare come un’Adsl flat la propria connessione Umts: sono proprio i messaggi degli operatori a favorire l’equivoco (comunque certo foraggiato anche da una bella dose di distrazione, nel caso dell’utente di Bergamo).
Gli operatori mobili, infatti, e Vodafone soprattutto, adesso stanno combattendo sullo stesso terreno degli operatori di rete fissa e amano presentare le proprie connessioni Umts/Hsdpa come alternative all’Adsl. Il che può essere vero per le velocità, ma non certo per il prezzo.
Non c’è nessuna offerta “flat” mobile, ad oggi, che avrebbe permesso un uso così massiccio della banda come quello fatto dall’utente di Bergamo. Quella che più si avvicina a una flat è proprio un’offerta di Vodafone associata a Vodafone Casa. È Vodafone Casa Internet Sempre, che include traffico illimitato nel weekend (e 100 ore negli altri giorni), a 39,99 euro al mese.
Sembra che gli operatori mobili siano nel mezzo di un paradosso: da una parte, sempre più vogliono parlare di Internet mobile come un’alternativa completa all’Adsl; dall’altra, continuano a centellinare la banda, spaventati di svendere questa risorsa.
Eppure ci sarebbe ormai spazio per flat più generose. I costi industriali della banda mobile, come detto dal top management di H3G durante il lancio delle X Series a Londra, sono ormai compatibili con una flat, grazie alle nuove infrastrutture su IP usate dagli operatori mobili. È forse solo questione di pochi mesi perché casi come quello bergamasco diventino ricordi come provenienti dalla preistoria dell’Internet mobile.





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