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Cellulari: tre ipotesi per eliminare i costi di ricarica
ROMA (Reuters) - L’Autorità per le comunicazioni ha pubblicato oggi sul sito il testo del documento per la consultazione pubblica sulle possibili soluzioni al problema dei costi di ricarica per i telefoni cellulari. Il documento prevede tre ipotesi per affrontare il problema e potrà essere oggetto di osservazioni per un mese a partire da oggi.Telefoni e dintorni La prima ipotesi prevede l’eliminazione totale dei costi di ricarica che potrebbero essere trasferiti dagli operatori nella tariffa di traffico. Ovvero: “Un intervento regolamentare finalizzato ad eliminare, per tutte le offerte, l’attuale struttura tariffaria a due parti, imponendo in luogo di essa una struttura tariffaria unitaria, dove il valore facciale della ricarica corrisponda integralmente al valore di traffico telefonico acquistato”.
La seconda ipotesi, invece, prevede la sola eliminazione della disparità di trattamento fra i diversi clienti, frutto dei diversi costi di ricarica, ma lascerebbe in vita la doppia tariffa con “un intervento regolamentare teso fondamentalmente a rimodulare l’entità dei contributi di ricarica correnti, eliminandone il carattere regressivo attraverso l’introduzione di criteri di proporzionalità rispetto all’entità del controvalore dei servizi acquistati”.
Infine ci sarebbe un’ipotesi combinata: “Un intervento regolamentare che - per un arco temporale da definirsi, ma non inferiore ai 12 mesi - preveda la coesistenza sul mercato di entrambe le soluzioni sopra prospettate. Si tratterebbe, cioè, di richiedere agli operatori di introdurre, cumulativamente, sia un’offerta tariffaria a struttura unitaria - per la quale il valore facciale della ricarica corrisponda integralmente al valore di traffico telefonico acquistato, sia un’offerta tariffaria che, pur mantenendo la attuale struttura duale, elimini il carattere regressivo del contributo di ricarica rispetto al controvalore dei servizi acquistati”.
Al termine del periodo di osservazione l’Autorità si esprimerebbe sull’esigenza di nuovi interventi. Dall’indagine chiusa in dicembre erano risultati due diversi problemi relativi alla trasparenza e alla proporzionalità di questa singolare forma di tariffa esistente solo in Italia e che comunque ha permesso alle imprese del settore di incassare un margine di 950 milioni di euro.
Secondo l’Autorità infatti “l’attuale configurazione delle tariffe telefoniche con ricarica del credito non consente agli utenti di ottenere, per ciascuna operazione di ricarica effettuata, un’informazione completa e veritiera - e dunque pienamente trasparente - relativa all’effettiva entità del prezzo dei relativi servizi acquistati” .
Le risultanze dell’indagine raccolte hanno inoltre dimostrato come l’entità del contributo di ricarica risulti inversamente proporzionale al valore del taglio di ricarica: in sostanza, il costo di ricarica risulta relativamente maggiore proprio per i tagli di ricarica di minor valore, a danno degli utenti assimilabili alle fasce sociali più deboli”.





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