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Second Life, il software diventa open source

Scritto da Tommaso Poggiali

Il programma necessario per collegarsi al celeberrimo mondo digitale, a metà tra videogioco ed esperimento sociale, è diventato “libero”. Gli interessati potranno contribuire direttamente al suo sviluppo e alla sua programmazione
Linden Lab, l’azienda dietro il “mondo virtuale” di Second Life, ha deciso di rendere open source il software necessario per interagire con le centinaia di migliaia d’utenti di questa insolita comunità online. Una svolta importante, secondo i creatori del gettonatissimo videogioco.

Internet Questo significa che i resident, gli utenti del gioco, potranno intervenire direttamente nello sviluppo e nella programmazione dell’interfaccia di Second Life, chiamata Viewer.
L’auspicio di Linden Lab è che la comunità di programmatori indipendenti e di semplici appassionati possa così migliorare l’esperienza di Grid, la realtà paralella nella quale “vivono” gli utenti di Second Life.

Viewer potrebbe così arricchirsi di nuove funzioni create dagli stessi utenti. Contemporaneamente, come dichiarano i portavoce di Linden Lab, la disponibilità del codice sorgente di Viewer garantirà “maggiore sicurezza e stabilità al prodotto”. Chiunque potrà infatti analizzare il software, così da scovare problemi ed eventuali errori di programmazione.

L’applicazione include già strumenti all’avanguardia, per la messaggistica istantanea o per condividere e creare contenuti multimediali - tanto che un numero sempre maggiore di cantanti, tra i quali un italiano, ha iniziato a “fare concerti” per l’audience di Grid. Un parlamentare statunitense, George Miller, ha addirittura utilizzato Second Life come tribuna elettorale per campagne di propaganda e d’informazione politica.

La svolta “open” del celebre passatempo, amato da giovani e adulti, non deve comunque meravigliare: ai vertici di Linden Lab vi è Mitch Kapor, presidente della Mozilla Foundation, l’azienda responsabile dello sviluppo del browser open-source Firefox.

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