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Petizione per il peer to peer: Altroconsumo scende in campo
C’è uno strascico imprevisto alla vicenda della sentenza della Cassazione n.149/2007, che da tanta stampa è stata equivocata come il via libera al download senza scopo di lucro. Altroconsumo ha colto la palla al balzo per indire una petizione finalizzata a modificare la legge Urbani, già molto contestata da utenti ed esperti di Internet.Per approfondire Altroconsumo è contro le sanzioni penali previste dalla legge per gli uploader di contenuti protetti da diritti d’autore (di fatto, tutti gli utenti peer to peer: per scaricare devono anche condividere materiale). “Quello che ci chiediamo- scrive Altroconsumo- è se ha senso considerare reato scaricare e condividere file coperti da copyright se non c’è scopo di lucro; reato previsto sì dalla legge, ma quasi mai perseguito dai Pubblici Ministeri, e di fatto non percepito come tale dalla maggior parte dei cittadini”.
Altroconsumo tira l’orecchio anche al nuovo Governo: finora non ha fatto nulla per modificare la Urbani, pur avendo criticato la precedente maggioranza che l’aveva fatta approvare.
Altroconsumo vorrebbe modifiche atte a “bilanciare gli interessi dei titolari dei diritti sulle opere con quelli legittimi dei consumatori a poter finalmente beneficiari degli sviluppi tecnologici”.
È contro “la strumentalizzazione della proprietà intellettuale da parte delle major, arroccate su posizioni di rendita e su modelli tecnologici e di distribuzione obsoleti”.
Altroconsumo, però, non vuole legittimare il peer to peer pirata; in dettaglio, infatti, la petizione chiede: 1) di abolire le sanzioni penali per gli uploader (di fatto mai applicate in giudizio) 2) che sia creato “un mercato moderno, efficiente e concorrenziale dei contenuti digitali basato su una gestione dei diritti d’autore digitali che rispetti anche i diritti degli utenti”.
Cioè, “Drm dal volto umano”. Si vuole che i Drm siano regolamentati e siano forzati all’interoperabilità.
Grosso modo Altroconsumo invita le parti a sedersi al tavolino per rinnovare il sistema di vendita della musica alla luce degli sviluppi tecnologici. Una soluzione che piace a molti libertari della rete (come a quelli di Electronic Frontier Foundation) sarebbe un canone flat che includa illimitati download peer to peer o con altri mezzi, di musica anche delle major.
Per ora si distinguono le tariffe flat di eMusic, che però ha solo musica indipendente. Ultima richiesta di Altroconsumo: “divieto di coesistenza tra equo compenso e Drm”. L’utente non deve sopportare entrambi.





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