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Mojiti, commentare e sottotitolare filmati in Rete
Sottotitolare o far apparire il proprio commento in sovraimpressione su un video, specialmente se questo può essere visualizzato da migliaia d’utenti in tutto il mondo, è una vera soddisfazione. Mojiti, un servizio on line per inserire commenti e annotazioni all’interno dei video pubblicati sul Web, è lo strumento adatto per togliersi questa soddisfazione: per far sentire la propria voce, per dar sfogo alla propria creatività o semplicemente per passare il tempo.Internet Il sito, nato a Pechino ma rivolto ad un’audience globale, permette di aggregare i video di 16 noti portali videoweb, tra i quali i celebri YouTube e Revver. Gli utenti possono utilizzare un applicativo online, Spot, per inserire a piacimento ogni tipo di elemento in sovraimpressione. L’interfaccia è semplice e non richiede alcuna dimestichezza nel montaggio audiovisivo: basta fermare il filmato ed applicare l’elemento selezionato direttamente sopra l’immagine - una “bolla”, come in un fumetto, così come un sottotitolo o un riquadro.
All’interno dei video è possibile lasciare commenti personali così come annotazioni per spiegare un determinato frammento del filmato. Queste funzioni sono particolarmente utili per chi intende utilizzare il Web come trampolino di lancio per le proprie creazioni audiovisive: cortometraggi, documentari, servizi d’inchiesta giornalistica. Le applicazioni di Mojiti sono assai interessanti per chi desidera dare visibilità ad un indirizzo Web.
Il programma per la sottotitolatura, Spot, prevede infatti la possibilità d’inserire collegamenti ipertestuali verso altri siti - si possono apporre veri e propri spazi pubblicitari a pagamento da sistemare nel flusso di immagini. Il servizio è disponibile in inglese oppure in mandarino. Questo perché Mojiti è particolarmente apprezzato nella sua terra natale, la Cina, dove viene utilizzato soprattutto dagli utenti più giovani.
Come spiega Eric Feng, creatore del sito, “in Cina i giovani hanno pochi spazi dove esprimersi liberamente e muoiono dalla voglia di farlo”. Questo perché, nonostante la grande crescita economica e qualche riforma vagamente democratica, il governo cinese continua a sgradire la libertà d’espressione.





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