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Open Congress, presidenziali Usa e democrazia partecipativa ai tempi del Web 2.0

Scritto da Nicola Bruno

Fuor di retorica elettorale, sembra davvero che il Web 2.0 stia determinando la progressiva apertura di nuovi spazi conversazionali e partecipativi per cittadini e politici negli Stati Uniti. A dare il la ci ha pensato Hillary Clinton con l’avvio della campagna per le primarie all’insegna del claim “Let’s Start the Conversation” (iniziamo a conversare). Poi è arrivato Barack Obama con il suo più ambizioso progetto di network sociale. E, ciliegina sulla torta, anche un canale apposito di YouTube dal titolo inequivocabile YouChoose, in cui i candidati presentano i loro programmi e chiunque può commentare e controbattere.

Internet Ma anche sul fronte più propriamente “citizen” le cose iniziano a smuoversi. E i risultati spesso sono molto più tangibili rispetto al tanto hype che circonda le strategie comunicative dei candidati.

È il caso per esempio di Open Congress, sito fresco di lancio che intende aggregare e contestualizzare la comunicazione istituzionale proveniente dal più ingessato e freddo portale istituzionale del Congresso, Thomas, con la miriade di notizie pubblicate su blog, siti di informazione online, progetti di monitoraggio dal basso (come il famoso Open Secrets, che documenta i finanziamenti ottenuti da ogni eletto).

Il tutto secondo un approccio indipendente, no-profit, aperto, trasparente. Si passa da una mappatura tematica di tutti i disegni in corso di approvazione (con i relativi stadi di avanzamento), alla schedatura del comportamento  di voto di ogni membro, per arrivare alle analisi di esperti ed opinionisti, e agli ultimi post pubblicati da semplici cittadini. “Insieme possiamo fare molto di più per informarci e rendere accessibile a tutti il mondo della politica” spiegano i promotori.

Per aggiungere un po’ di pepe al tutto, è stato poi creato anche un Congress Gossip Blog: gestito da editor di OpenCongress, riporta tutte le informazioni “non ufficiali”, anche anonime e non attribuite, che circolano intorno al Congresso. E, allo stesso tempo, rappresenta anche uno strumento in mano ai cittadini per segnalare e denunciare eventuali anomalie.

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