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Italia, il mercato dei contenuti online a pagamento non decolla
Pochi utenti disposti a pagare canzoni e filmati: il 25% usa servizi P2P “gratuiti”, spesso in modo illegale, mentre il 67% non scarica mai niente. Sono i risultati di una ricerca condotta dalla Fondazione Einaudi. La Federazione Industria Musicale Italiana esprime preoccupazioneIl mercato italiano dei contenuti multimediali online è ancora acerbo e stenta a decollare per un vizio di fondo degli utenti: la maggioranza relativa degli italiani non è disposta a pagare né per film né per canzoni, mentre il 25% del totale utilizza regolarmente servizi P2P “gratuiti” per ottenere, spesso in modo illegale, pellicole e brani in formato digitale.
In diretta dalla Rete È questa la proiezione dei dati ottenuti dai ricercatori della Fondazione Einaudi, autori di uno studio approfondito sul fenomeno del filesharing in Italia.
Lo studio, condotto su un campione rappresentativo di 1600 utenti, rivela che soltanto il 7% degli italiani figurano sotto il profilo dei “downloader pay”, cioè di coloro che scaricano attraverso i cosiddetti servizi “pay per play” - servizi come il celebre iTunes, il negozio di Apple specializzato nella vendita online di film e musica digitale.
Studenti e giovani sembrano le categorie più propense e abituate all’uso di tecnologie P2P per ottenere contenuti gratuiti: il 43% degli utenti d’età compresa tra i 15 e i 24 anni utilizza software per il filesharing, che abilitano alla condivisione gratuita e globale di audio, video e software.
Pochi acquisti e molta condivisione: un fattore che ha immediatamente destato le preoccupazioni di Enzo Mazza, presidente della Federazione Industria Musicale Italiana: “È evidente che i forti limiti all’espansione della banda larga in Italia stanno penalizzando lo sviluppo del mercato legale”, ha commentato Mazza. “Ogni punto percentuale in più di penetrazione di broadband, porterebbe ampi benefici anche al download legale che sta conquistando molti consumatori”, ha poi aggiunto in un comunicato ufficiale, sottolineando che la popolarità dei sistemi P2P va di pari passo con il crollo delle vendite al dettaglio di contenuti su supporto ottico, come Cd e Dvd.





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