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Il Web 2.0 in Italia? È vero, è un fenomeno diffuso
Social networking: tutti (si fa per dire) ne parlano, tanti ne sono diretti interpreti, molti l studiano per capire quali dinamiche si porta dietro per farlo fruttare in moneta sonante. Il Web 2.0, e i dati di una ricerca condotta a livello europeo da Metrix Lab per conto della divisione Digital Advertising Solution della Microsoft (la concessionaria di pubblicità on line del gigante di Redmond) su un campione di 1.600 uomini e donne dai 18 ai 45 anni sono lì a dimostrarlo, non è solo un universo di blog, wiki, contenuti autoprodotti e condivisi, messaggistica istantanea e telefonate via Internet.Internet È, e i puristi del Web forse storceranno un po’ il naso, anche un qualcosa di molto importante per l’industria pubblicitaria. Uno strumento utile anche a fare “new business” e che piace sempre di più, anche, come dice la ricerca di cui sopra , in Italia.
Cosa fanno in Rete gli adepti del social networking? YouTube, Flickr, MySpace e via dicendo sono i siti cult del Web 2.0 e le statistiche dicono che vengono visitati almeno una volta ogni due settimane da più della metà (il 56% per l’esattezza) dei navigatori italiani. Più precisamente il 39% visita questi siti ogni giorno (contro il 32% della media europea) e un altro 39% più volte alla settimana, mentre solo il 7% ammette un impegno saltuario.
Ma perché si socializza in Rete? Per il 61% del campione monitorato da Media Metrix per esprimere liberamente le proprie opinioni sulle tematiche preferite (politica, sport, spettacolo e argomenti di carattere culturale e sociale). Ma non solo: il 57% guarda gli spazi di altre persone per scoprire quelle con gusti e interessi comuni ed entrare con loro in contatto, tanti usano le chat quale semplice sostituto del telefono per sentirsi con amici e parenti e il 25% fai dei blog lo strumento per gestire eventi specifici (matrimoni come lauree) e per organizzare serate con gli amici.
Ma quanto è praticato il social networking (trattiamolo pure alla stregua di un hobby) in Italia? L’indagine dice che circa il 28% degli intervistati dedica in media all’attività sociale virtuale dai 30 ai 60 minuti al giorno e il 24% trascorre su blog e in chat fino alle due ore al dì. E il 29% - il messaggio lo giriamo pari pari ai direttori delle reti Tv, pubbliche o private che siano - naviga nel Web 2.0 dalle 20 alle 23, ovvero in diretta concorrenza con la fascia di “prime time” televisivo.
Il blog? Averlo diventa un must!
Inserire le proprie idee e o i propri commenti all’interno di uno spazio virtuale come il blog è sempre più abitudine di molti internauti. Il 39% degli utenti di social networking, europei in particolare, visita i blog (o aggiorna il proprio) almeno una volta al giorno e più di una volta a settimana. Coloro che invece possiedono un vero e proprio spazio personale su Internet sono circa il 9% del totale dei frequentatori dei siti Web 2.0.
La ricerca ha quindi messo in evidenza i contenuti che i navigatori italiani pubblicano sui propri blog: l‘84% lo riempie con fotografie, il 71% ci condivide o ascolta musica (anche autoprodotta), il 61% lo abbellisce con sfondi e decorazioni colorate come una normale stanza reale da “arredare”, il 56% vi pubblica i video personali e il 50% lo concepisce come uno strumento per scrivere un diario on line. Solo il 16% degli utenti, infine, si prende la briga di inserire all’interno delle proprie pagine flussi Rss per essere sempre informati con le news in tempo reale.





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