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Joost e YouTube: la via dei soldi

Scritto da Giulio Boresa

Joost ha appena ricevuto un finanziamento da 45 milioni di dollari, mentre su YouTube cominciano ad affiorare i primi esperimenti di pubblicità. Proseguono così le vite parallele di questi due esempi eccellenti di Web 2.0. Molto diversi tra loro, ma non così tanto da non poter diventare rivali.

Internet Entrambi mirano a un mercato non di nicchia e sono molto concentrati a costruire un modello di business solido. Joost, a quest’ultimo riguardo, ha appena pescato carte molto buone e quindi il finanziamento ora ottenuto è come pioggia sul bagnato. A finanziare Joost è una cordata di cinque media company (tra cui Cbs e Viacom) e aziende di venture capital come Sequoia Capital e Index Ventures. Soldi che comunque faranno comodo in questo momento delicato, perché Joost è alla stretta finale: è appena uscita la versione 0.10.2, riservata agli utenti già registrati.

L’ultima novità di YouTube, invece, l’ha scoperta NewTeeVee.com: sono apparsi i primi esempi di pubblicità. Si mostrano in modo casuale e di rado, il che fa pensare siano solo un esperimento. Su alcuni video è comparsa in basso una frase pubblicitaria, dotata del tasto di play. Se si clicca su quel tasto, il video pubblicitario prende il posto di quello scelto dall’utente. Alla fine, si può far ripartire il video principale, ma un rettangolo continua a ricordare il contenuto pubblicitario appena mostrato.

È chiaro che Google ora affronta il difficile compito di far fruttare l’investimento fatto su YouTube. Difficile perché, come riflette l’osservatorio di ricerca Gartner, sono pochi i brand interessati a affiggere pubblicità all’interno di video generati dagli utenti, magari di dubbio gusto o illegali. Google, per risolvere questo problema, sta però perfezionando i sistemi di filtraggio di video illegali o inopportuni e mira a potenziare l’offerta di contenuti di qualità (facendo accordi con le major e, da maggio, retribuendo gli utenti che sono i migliori creatori di video).

Ecco quindi che la strada di YouTube si incrocia con quella di Joost, che da subito invece punterà su video di qualità professionale. E che forse in un secondo momento si aprirà anche a quelli generati da semplici utenti.

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