Gentili utenti vi informiamo che il team di MyTech si è spostato sul canale Hitech & Scienza di Panorama.it

      non hai uno username? regìstrati   /   recupera la password

apple / google / microsoft

Google studia il comportamento dei giocatori online

Scritto da Nicola Bruno

Monitorare il comportamento dei giocatori online per delineare profili psicologici da rivendere poi agli inserzionisti pubblicitari. Sarebbe questa, secondo quanto riporta The Guardian, l’ultima trovata di Google, la compagnia di Mountain View sempre più intenzionata a stabilizzare la posizione di dominatrice assoluta dell’advertising online.
In diretta dalla Rete Il presupposto che sta alla base del piano è quello di osservare la personalità di chi gioca su Internet per comprendere quanto un utente è onesto, aggressivo o ostile. I dati raccolti potrebbero poi essere ceduti alle agenzie pubblicitarie alla ricerca di profili sempre più dettagliati per le loro campagne iper-mirate.

Il progetto è stato brevettato in Europa e negli Stati Uniti lo scorso mese e ha già provocato aspre polemiche tra le associazioni di difesa della privacy.

In particolare, a essere presi di mira sarebbero gli utenti di giochi come World of Warcraft e Second Life, in quanto interagiscono di continuo con altri avatar e quindi fanno scelte molto simili a quelle che prenderebbero nella vita reale.

“I dialoghi dei giochi di ruolo o di quelli di simulazione - è spiegato nel brevetto - potrebbero essere usati per caratterizzare l’utente (a esempio come colto, incolto, aggressivo, gentile, tranquillo). Inoltre il gioco potrebbe essere utilizzato anche per caratterizzare l’utente (ad esempio cauto, intraprendente, aggressivo, circospetto, onesto, cooperativo, etc.)”.

Chi passa molto tempo a esplorare i mondi virtuali “potrebbe essere interessato ai viaggi”, mentre si preoccupa soprattutto di interagire potrebbe essere il target giusto per le campagne degli operatori telefonici. Il tutto a patto che le case siano disposte a integrare la tecnologia di Google all’interno dei propri prodotti.

Anche se per l’immediato non si profila nessun utilizzo concreto, stando a quanto ha dichiarato un portavoce di Mountain View al Guardian: “Google registra diversi brevetti senza considerare se saranno poi utilizzati o meno”.

Commenti   (Inserisci un commento)

Ancora nessun commento.

Effettua il login