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Utenti in lotta con gli operatori: le nuove regole
È stato pubblicato il 22 maggio il nuovo regolamento Agcom (Autorità Garante delle Comunicazioni) sulle procedure con cui risolvere le controversie tra utenti e operatori. Burocrazia, sì; ma è bene conoscerne i dettagli per potersi difendere contro gli abusi degli operatori.Connessi connessi La buona notizia è che Agcom ha fatto uno sforzo per rendere la procedura più semplice e chiara. La cattiva notizia è che ancora ci sono tasselli mancanti nel quadro e quindi non tutto funziona come dovrebbe.
Il punto fermo è che, secondo le norme storiche del settore, l’utente è obbligato a tentare una conciliazione con l’operatore prima di adire in giudizio. La novità è che nel nuovo regolamento gli strumenti di conciliazione sono diventati più potenti e definiti. S’intende che sono i rimedi a casi frequenti quanto disparati, dove gli utenti si trovano ai ferri corti con gli operatori: servizi attivati senza consenso, addebiti anomali in bolletta, Adsl che funziona male o per niente (e il call center ignora le proteste) eccetera.
Le strade da seguire sono tre, ora equiparate: l’utente può scegliere se fare la conciliazione presso la Camera di Commercio (a pagamento), il Corecom (gratis) o un comitato paritetico di un’associazione dei consumatori. Va detto però che quest’ultima strada vale solo per gli utenti iscritti a un’associazione e comunque solo con alcuni operatori (Telecom, Wind e pochi altri), che si sono accordati con i consumatori.
La via migliore sarebbero i Corecom (Comitato regionale delle comunicazioni), non solo perché qui la conciliazione è gratis ma anche perché è un organo decentrato; il problema è che i Corecom non sono presenti in tutte le regioni italiane. Mancano in Sardegna, Campania, Molise, Sicilia e Provincia di Bolzano, per ritardi o mancanza di fondi da parte delle Regioni (a cui spetta il compito di gestire i Corecom).
Peccato, perché Agcom ha anche pensato bene di fornire ai Corecom un nuovo potere, contro le lungaggini di queste procedure (che secondo le regole dovrebbero durare 30 giorni ma arrivano anche a sei mesi) e per neutralizzare la strategia degli operatori che, per indifferenza al caso o per tirarla per le lunghe, sono soliti disertare gli incontri di conciliazione.
Da una parte, sono state aumentate le sanzioni in capo agli operatori disobbedienti; dall’altra, ai Corecom si dà la facoltà- nell’attesa di una decisione finale- di intervenire d’urgenza in alcuni casi, su richiesta degli utenti e senza il parere degli operatori. Cioè, per esempio all’inizio dell’iter di conciliazione possono imporre all’operatore di continuare a erogare un servizio telefonico (per il quale all’utente si contestano mancati pagamenti) e solo dopo decidere chi aveva ragione.





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