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Miro, la WebTv per tutti e di tutti

Scritto da Tommaso Poggiali

Si avvicina la versione definitiva di Democracy Player, la piattaforma per creare e seguire canali televisivi in Rete. La beta è già disponibile, gratuita e open source
Democracy Player, il primo software open source e gratuito per condividere e trasmettere video in Rete, ha cambiato nome: adesso si chiama Miro. La nuova versione della piattaforma, che trasforma il proprio computer in un centro per la gestione di WebTv e video, è finalmente disponibile per Windows, Mac e Linux. Si tratta dell’ultima beta prima della versione definitiva del programma, la 1.0, prevista entro l’estate.
Internet Con Miro gli utenti possono visualizzare filmati in alta definizione diffusi da centinaia d’emittenti commerciali e autogestite: dalle trasmissioni del network Nbc ai cortometraggi di giovani registi indipendenti.

L’accesso ai maggiori servizi videoweb, come YouTube, è integrato nell’interfaccia, chiara e facile da utilizzare. Sviluppato da una fondazione privata finanziata da Mozilla, lo stesso marchio dietro il browser Firefox, Miro nasce dall’unione di varie tecnologie open per la fruizione e la distribuzione di contenuti multimediali. Alla base vi sono infatti Vlc Player e BitTorrent: il primo per la riproduzione di audiovisivi, il secondo per il reperimento e la diffusione dei dati.

Particolarmente facile da utilizzare, la piattaforma permette l’accesso a oltre 1.000 canali WebTv gratuiti: dall’informazione ai cortometraggi, dai videolog fino ai documentari autoprodotti. Gli utenti finali hanno un ruolo centrale all’interno del palinsesto, che viene definito grazie ai contributi e alle preferenze degli utilizzatori.

La guida interattiva ai canali permette di esplorare e personalizzare il palinsesto secondo criteri “on demand”. In alternativa, chiunque può aprire il proprio canale armandosi di videocamera e di BroadCast Machine, parte integrante di Miro che serve alla produzione e alla diffusione di video sul “circuito” di Democracy Player.

“Finalmente bisogna essere utenti esperti per contribuire a un medium televisivo partecipativo”, ha dichiarato Cory Doctorow, autore del blog BoingBoing e tra i responsabili di Miro. Il nuovo software rappresenta la pista più spiccatamente “social” nel nascente mercato della Tv via Internet. Un mercato suddiviso tra piattaforme totalmente software, come Joost o Babelgum, e le molte offerte IpTv dei grandi gruppi telefonici, spesso abbinate a set-top box per trasformare il televisore tradizionale in una finestra sulla Rete.

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