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Google investe nelle automobili ecologiche
Dieci milioni di dollari per lo sviluppo di motori ibridi in grado di percorrere 120 chilometri con 4 litri di benzina ed energia elettrica. L’impegno ambientalista del gigante californianoIl ramo filantropico di BigG, Google.org, investirà 10 milioni di dollari in un progetto per la realizzazione di automobili “ibride” a basso impatto ambientale. Vetture in grado di percorrere quasi 120 chilometri di strada consumando poco meno di un gallone di benzina, pari a circa quattro litri, attraverso l’impiego di batterie elettriche ricaricabili.Per approfondire L’iniziativa, chiamata RechargeIT, si avvale della collaborazione di un importante fornitore di energia elettrica statunitense, Pacific Gas & Electric.
Google.org ha già presentato al pubblico alcuni modelli di queste vetture rivoluzionarie, che secondo il responsabile Dan Reicher “offrono un’autonomia almeno doppia rispetto alle tradizionali auto ibride”. Questo grazie a un’innovativa tecnologia che ottimizza il consumo di elettricità.
I primi prototipi delle automobili “verdi” marchiate Google sono già utilizzati da alcuni impiegati dell’azienda, con sede nella località californiana di Mountain View, ma presto saranno disponibili per tutto il mercato americano.
La caratteristica di punta delle “Googlecar” è la tecnologia V2G, “vehicle-to-grid”: un sistema che permette di agganciare la macchina alla rete elettrica per svuotarne le batterie, restituendo ai fornitori d’energia una parte della carica durante i periodi di posteggio prolungato.
L’impegno di Google per salvaguardare l’ambiente e diminuire i consumi elettrici degli Stati Uniti non è soltanto un’iniziativa filantropica. È anche una chiara dichiarazione d’intenti. Con lo sviluppo di auto ibride, il colosso multinazionale si guadagna un posto di rilievo nel segmento più all’avanguardia dell’industria automobilistica. Marchi come Ford e General Motors stanno infatti investendo grandi risorse nella creazione di motori ibridi, visti come una possibile soluzione al problema dell’inquinamento ambientale.
Sotto questo punto di vista, Google si dimostra una tipica azienda americana. È quindi chiaro che il core-business resta l’informatica, ma BigG vuole espandersi in altri settori.
Come quello della produzione di energia rinnovabile: Google ha recentemente annunciato l’attivazione di un grande impianto fotovoltaico, capace di sviluppare 1,6 megawatt. E’ una delle centrali fotovoltaiche più grandi di tutti gli Usa. Verrà utilizzato per dare elettricità al Googleplex, la grande sede dell’azienda. A quando lo sbarco nell’industria energetica?
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