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Per due europei su tre il social computing è già una moda

Scritto da Gianni Rusconi

I report della società di ricerca vanno presi sempre un po’ con le molle ma, bene o male, tracciano tendenze che - prima o poi - diventano realtà. Nel leggere i risultati dell’indagine “Europeans Have Adopted Social Computing Differently” resa nota nei giorni scorsi da Forrester Research si evince per esempio che le pratiche di “social computing” sono ormai divenute un’abitudine consolidata per il 60% dei consumatori europei che navigano on line.

Internet Lettura o scrittura di blog, l’ascolto di podcast, la configurazione di feed Rss, la partecipazione a siti di social networking e, soprattutto, la lettura delle recensioni di altri consumatori: questo l’elenco delle attività che il campione di 7.000 utenti dai 16 anni in su censiti per la ricerca (italiani compresi) ha confermato di aver fatto proprio anche se a con modalità fra loro differenti.

Inglesi e svedesi, infatti, sono fra i più sensibili al richiamo dei siti di social networking, mentre tedeschi e francesi lo sono meno e gli olandesi sono i più prolifici, con il 15% degli utenti attivi su questa dimensione del Web 2.0, nel partecipare attivamente alle conversazioni telematiche. Il 9% di tutti gli europei, questo il più importante fra i dati aggregati, possiede un proprio blog o pubblica attivamente pagine Web.

E gli italiani?
Come già altre ricerche sui generis di quella di Forrester avevano indicato, i consumatori del Belpaese sono già molto ben avviati ai fenomeni evoluti di interazione sulla Rete, partendo da un dato che li vede on line regolarmente nel 44% dei casi. Il 62% dei navigatori on line infatti partecipa ad attività di social computing e scendendo nello specifico il 17% della popolazione on line è appassionata di feed Rss e podcast (i siti della Gazzetta dello Sport e di Radio Italia sono fra i preferiti in assoluto), il numero di lettori di blog è fra i più corposi in assoluto e il tasso di inattività italiano del 38% è più basso della media europea (pur essendo ad oggi molto elevato rispetto a quello degli altri paesi del Sud Europa).

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