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Statistiche web, addio al page view?
Per misurare il “peso” e l’importanza di un sito Web bisogna tener conto del comportamento dei visitatori e non soltanto del numero complessivo di visite. Lo sostengono gli esperti di Nielsen//NetRatings: gli indici di popolarità basati sul parametro dei “page view”, ovvero del numero totale di pagine visualizzate, è un metodo poco compatibile con i servizi dell’era Web 2.0.Internet Per capire il comportamento degli utenti in un mercato popolato da servizi videoweb e piattaforme “social” è necessario misurarne l’attenzione. Cioè il tempo necessario alla fruizione di video, immagini o qualsiasi altro tipo di contenuto multimediale offerto.
È così che la più importante azienda specializzata in statistiche online ha detto addio al modello “page view” per lasciare spazio a rilevamenti quantitativi di tipo cronologico.
I ricercatori Nielsen effettueranno misurazioni in base al tempo impiegato dagli utenti per visualizzare le informazioni offerte da un singolo indirizzo Web. La novità è stata introdotta solo da pochi giorni e avrà effetto immediato sul ranking dei siti esaminati da Nielsen.
Molti parlano di svolta: il cambio di paradigma sarà di grande aiuto alle agenzie pubblicitarie che vorranno orientarsi nel vasto oceano Web 2.0. Grazie alla misurazione in minuti, gli inserzionisti potranno avere profili più dettagliati per individuare il target di riferimento per campagne di marketing online.
La decisione di Nielsen non è comunque piaciuta a tutti. I siti ricchi di contenuti, come YouTube, godranno di particolari vantaggi e di un ranking sicuramente maggiore. Dall’altra parte ne escono sconfitti i grandi motori di ricerca, caratterizzati da una fruizione “mordi e fuggi”.





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